Alcol a minori: indagato gestore del Kyi

Applicando per la prima volta la nuova legge, la Procura lo accusa di lesioni gravissime per 3 ragazzi portati all’ospedale

Dopo le pesanti sanzioni amministrative conseguenti alle segnalazioni della Questura, per il Kyi è in arrivo anche un procedimento penale. Per la prima volta in Italia, la Procura di Modena ha applicato a carico del legale rappresentate del locale di via Jacopo Da Porto, a Baggiovara, l’applicazione della nuova normativa sugli alcolici somministrati ai minori (la legge 189 del 2012) che - per i due casi di ragazzi minorenni portati all’ospedale per la lavanda gastrica - prevede l’accusa di lesioni gravissime con dolo eventuale. Lo stesso rappresentante legale ora è in indagato per questo reato nell’inchiesta seguita dal procuratore capo Vito Zincani e dal sostituto Enrico Stefani. I due magistrati hanno acquisito prove dell’accaduto, anche di tipo fotografico. Il versante giudiziario della vicenda, come detto, arriva all’indomani delle pesanti decisioni prese dopo che la polizia in tre differenti occasioni aveva rilevato la somministrazione di alcolici a ragazzini minorenni: tre di loro furono portati all’ospedale e uno di questi in coma etilico. La sanzione annunciata da Comune è la chiusura del locale da oggi, Primo Maggio, al 29 luglio, tre mesi che comprendono quasi tutta l’estate. Anche questa sanzione è stata presa dopo la segnalazione della questura basandosi sulla nuova legge che vieta la somministrazione di alcolici a chi ha meno di sedici anni. L’indagine della polizia si basava su tre casi. Il primo, a metà dicembre: una pattuglia della Squadra volante era dovuta intervenire per i soccorsi di un ragazzino in coma etilico portato in ambulanza al pronto soccorso. Dopo un colloquio con i genitori del ragazzo, la polizia stilò un verbale sull’accaduto. Poi il 23 febbraio nuovo intervento quando due ragazzi - uno di 17 anni e una di 16 anni - sono finiti sempre in ospedale per una lavanda gastrica dopo aver bevuto troppi prosecchi e troppe vodke. Infine la sera dell’8 marzo nel Kyi ci fu un blitz della polizia con la municipale. Un intervento studiato per controllare cosa accadeva, soprattutto se veramente il locale dava da bere alcolici a clienti adolescenti.

Gli agenti entrarono in borghese con tanto di telecamere. I video registrati mostrerebbero che nel locale venivano serviti gli alcolici ai ragazzi senza eppure chiedere un documento per verificare l’età. La questura ha poi notato anche che era sufficiente prenotare un tavolo con venti euro e venivano servite una bottiglia di vodka, una caraffa di vino frizzante e una bevanda con frutta.

Al termine del blitz gli agenti si fecero riconoscere, fermarono la musica e passarono a identificare i clienti contando nove clienti sotto i sedici anni.

In marzo l’iter dei tre interventi ha spinto la Divisione di polizia amministrativa e sociale della Questura a una sanzione di duemila euro nei confronti del legale rappresentante del locale di via Jacopo Da Porto e a segnalare il locale sia alla Procura che al Comune sottolineando che oltre al blitz dell’8-9 marzo c’erano anche i precedenti episodi. Se il Comune ha ordinato la sospensione dell’attività per tre mesi a partire da oggi, al Procura ora indaga per tutti e tre gli episodi in relazione al ricovero dei ragazzi.