Tre famiglie di Verica sono “Giusti delle nazioni”

Pavullo. Gli eredi dei Succi, dei Casolari e dei Romani insigniti dell’onorificenza Salvarono i Neppi, sette ebrei bolognesi, tenuti nascosti per mesi in paese

PAVULLO. I loro nomi saranno impressi per sempre sulla stele dello Yad Vashem, il memoriale delle vittime dell'Olocausto a Gerusalemme dove trovano posto anche coloro che, a rischio della propria vita, salvarono ebrei dalla persecuzione. Luigi e Maria Succi, Francesca Serafini, Cristina e Maria Casolari, Giovanni e Devilia Casolari e Maria Romani, tutti appartenenti alle famiglie Succi, Casolari e Romani di Verica sono stati insigniti dell'onorificenza di Giusti delle Nazioni ieri mattina presso la sala consiliare del Comune. Alla cerimonia, che si è conclusa con la consegna delle medaglie d'oro ai parenti intervenuti da parte di Sara Ghilad, prima assistente dell'Ambasciata di Israele in Italia, hanno preso parte anche il sindaco Romano Canovi, il Rabbino della comunità ebraica di Modena Beniamino Goldstein e alcuni sindaci del Frignano.

Gli episodi che hanno legato per sempre le famiglie Casolari, Succi e Romani con le famiglie ebree bolognesi Neppi e che grazie all'opera di ricostruzione della memoria portata avanti da Adriano Corsini, figlio di Cristina Casolari, sono arrivate sul tavolo della commissione di Israele, hanno avuto inizio nell'autunno del 1943. A Verica arrivarono, dopo la segnalazione di Maria Monticelli all'amica Cristina Casolari, sette persone appartenenti ad un ramo della famiglia Neppi. In fuga dai pericoli della deportazione, vennero ospitati anche grazie all'opera del parroco di Verica Don Michele Montanari presso la famiglia Casolari.

Pavullo, giusti delle nazioni la consegna dell'onorificenza

Trascorsero pochi mesi ed un altro nucleo dei Neppi arrivò a Verica, ospite dei Succi e dei Romani. Fino alla fine della guerra, tra il rischio enorme di essere scoperti dalla Wehrmacht e grazie alla complicità di tutta la comunità di Verica, i Neppi vennero nascosti per molti mesi. I nazifascisti sapevano della presenza di quegli ospiti- che più volte interrogati si dichiararono semplici sfollati di Bologna- ma non ne scoprirono mai l'appartenenza e l'origine religiosa. «È un onore consegnare la più alta onorificenza civile dello Stato di Israele a persone che nel pieno del male assoluto hanno compiuto estremi atti di coraggio», ha detto Sara Ghilad. Del resto il Talmud, uno dei libri sacri dell'ebraismo lo spiega bene: “Chi salva una vita, salva il mondo intero”.

«La montagna modenese si è sempre distinta per la solidarietà e la pietà umana- ha spiegato il sindaco Romano Canovi - Ancora oggi è così ed è questo uno dei motivi per i quali il territorio regge meglio di altri alla crisi. L'ingresso nel Giardino dei Giusti delle famiglie di Verica ci riempie di orgoglio ed è doveroso trasmettere ai giovani il ricordo di quei giorni affinché mai più si ripetano tali aberrazioni umane. Vorrei ricordare anche tutti gli abitanti di Verica, che sapevano tutto ma restarono in silenzio». «Per capire in pieno la grandezza di questo gesto occorre valutare il quadro legislativo del tempo - ha commentato il Rabbino Goldstein - in cui il diritto di cittadinanza, i diritti civili e la salvaguardia dei diritti umani non erano evoluti come oggi. Le famiglie di Verica andarono contro l'ordinamento per difendere i Neppi».

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