Un posto di polizia chiuso per ferie

È quello alla stazione delle corriere: l’ufficio denunce riapre il 28 luglio. I sindacati insorgono: «Situazione gravissima»

Avete mai trovato un ospedale chiuso per ferie, oppure una partita che non si gioca perché non c’è il telecronista? Qui a Modena c’è un posto di polizia che è andato in vacanza, con tanto di cartello arrivederci al 28 luglio. Chi deve fare una denuncia alla polizia nelle vicinanze del centro, chi in una zona come quella del Novi Sad, del palazzo Europa, piazzale Cittadella, Pomposa, sottopasso Cialdini ha bisogno di una divisa di polizia per qualsiasi emergenza, oppure viene scippato o borseggiato, ebbene deve andare in via Palatucci, alla casa madre delle Questura. Dove potrà perdere tutto il tempo che vuole in coda, in fila per aspettare il suo turno.

Posto integrato di polizia alla stazione delle corriere: veneziane abbassate, uffici chiusi, solo l’ala della Municipale è gettonatissima per multe e permessi. Cosa succede? Accade che già in questura da tempo si erano creati dei buchi: il cosiddetto biglietto da visita della polizia peri i cittadini, ovvero l’ufficio denunce, deve fare i conti con una ormai cronica carenza di personale. I pochi sul fronte avevano dei carichi pesantissimi. Per un po’ quest’estate sono arrivati in supporto proprio quelli del posto integrato, per dare una mano. Poi è arrivato anche per loro il momento di andare in ferie. Come sembra entrambi i responsabili del posto integrato sono a casa. E allora fine delle denunce. Non c’è nessun’ altro? Evidentemente no. Il posto di polizia centro è composto da due responsabili, da i due agenti di una volante specifica e dai poliziotti di quartiere. Se mancano i capi, tutto si blocca. Ora pertanto sino a fine luglio i poliziotti faranno capo alla centrale. Mancanza di programmazione? Smobilitazione? Una carenza di personale insormontabile? «La situazione è grave - afferma il segretario del Sap Rocco Caccavella - e bisogna che anche a Modena avvenga ciò che è prassi nelle altre questure, Cioè che si effettua una rotazione di tutti gli uffici per sopperire al personale che prende le denunce tutto l’anno. Ma visto che la coperta è corta, converrebbe non raccogliere più le denunce al posto integrato e rafforzare l’ufficio in questura. Quando ci saranno nuovi arrivi allora si potrà tornare a lavorare a pieno regime».

Bruno Fontana, segretario Siulp: «A tanto si è arrivati a forza di tagli. Non abbiamo gli uomini, chi va in pensione o è trasferito non viene sostituito. Così ci troviamo in queste situazioni in cui a rimetterci sono i cittadini».

E per meditare alcune parole dal sito del Comune, che ora si spera non suonino come epitaffio: «È nel 1998 che il Comune e la Prefettura sottoscrivono un “protocollo di intesa”, primo esempio a livello nazionale di un accordo che riconosce la necessità di integrare politiche e azioni messe in campo dai diversi soggetti istituzionali a livello locale, riconoscendo la centralità della città con le sue esigenze e le sue risorse e la collaborazione tra forze di polizia dello Stato e polizia municipale. Da tali accordi scaturisce la realizzazione del Posto integrato di polizia, sicuramente prima e forse ancora unica esperienza del genere in Italia.. Una sede decentrata in cui convivono gli uffici della municipale e della polizia, accessibili al pubblico attraverso un unico ingresso, a significare l’unicità dell’offerta di sicurezza derivante dall’attività interforze».