Un modo diverso di essere grillini

Il consiglio comunale disegna una nuova opposizione dove urlare non è tutto

Tre consigli effettivi, commissioni insediate, quasi un mese di lavoro. Il nuovo consiglio comunale, che si riaggiornerà a settembre, ha rotto il ghiaccio e rotto anche qualche schema. Su questo, tra i politici, c’è chi, da fuori, ora dice, a quelli dentro, che non c’è più l’opposizione di una volta. Ultimo esempio in ordine di tempo la Lega Nord.

Viene quindi spontaneo farsi una domanda: ma qual è l’opposizione di una volta? Non ce ne voglia nessuno ma, nella storia recente dell’assemblea cittadina, le ultime personalità politicamente davvero di spicco sono state Paolo Ballestrazzi e Baldo Flori. Dopo di loro, in una logica più personalistica che di partito, ci hanno provato altri, ma con risultati alterni: il clamore dei primi grillini con Vittorio Ballestrazzi e la nuova vita politica di Eugenia Rossi sono state parentesi, parentesi frizzanti sì, ma parentesi. Guardando ai partiti, Davide Torrini, Michele Barcaiuolo e Andrea Leoni hanno rappresentato gli esempi di dialettica più temuti dalla maggioranza. Poi? Appunto. E se l’ultima consiliatura ha avuto una colpa è stata proprio quella di aver ridotto, piano piano, l’opposizione a poche, pochissime persone. Poi più nulla.

E ora? Ha ragione la Lega Nord? Un po’ di risposte sono arrivate da queste prime sedute: l’opposizione c’è, esiste, ha semplicemente cambiato modo di agire. Tono. Lavora senza urlare, ma lavora.

Prendiamo l’esempio di giovedì. Il Movimento Cinquestelle presenta una mozione per chiedere alla giunta di attivare entro il 30 settembre tutte le procedure amministrative atte all’accesso ai fondi destinati dall’8 per mille all’edilizia scolastica, fondi cioè da destinare al miglioramento degli edifici scolastici posti sul nostro territorio. Tra M5S e Pd è stata trovata una quadratura politica e da due ordini del giorno si è passati ad uno, con i grillini primi firmatari e il Pd che vota lo stesso documento. Fantasia? Per Roma certamente, basta guardare gli spettacoli poco edificanti di queste ore in Senato. A Modena due giorni fa è stato possibile, con un Pd più dialogante del solito e grazie ad un Movimento Cinquestelle certamente atipico rispetto al panorama nazionale. Se qualcuno si aspettava risse, ostruzionismi e quant’altro è certamente rimasto deluso. La domanda da farsi allora è un’altra: cosa significa fare opposizione? I grillini, gruppo più numeroso tra le minoranze, ci stanno provando: lavoro meticoloso del movimento di Modena trasformato in istanze e discussioni pubbliche, un’attività costante anche nei rapporti coi media. Producono comunicati stampa con cadenza giornaliera sollevando nuovi problemi o dando trasparenza ai percorsi di discussione del consiglio comunale fin dai dibattimenti in commissione, prima che arrivino in aula. Sono grillini non sopra le righe, collaborativi e capaci anche di chiedere scusa - è successo anche questo in queste prime sedute - quando magari, essendo alla loro prima esperienza, non hanno ancora chiari i formalismi istituzionali. L’irriverenza a prescindere sta da un’altra parte.

È vero, in generale, che si tratta di un consiglio molto frammentato. Querzè, Montanini, Ncd, Udc e Forza Italia sono piccole realtà. Montanini e Querzè, però, hanno dalla loro che vengono da esperienze civiche con una campagna elettorale alle spalle che, se messa a frutto, non potrà che favorirli nella dialettica.

L’opposizione, certo, non si misura dalle astensioni di queste prime settimane che hanno comunque un significato politico ben preciso. Si misura nei modi. E la dimostrazione è che si può essere grillini anche senza urlare e si può fare opposizione anche senza saltare sui banchi. Basta essere coerenti.

@dvdberti

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