«Flagello per il verde: è un insetto asiatico»

La piralide del bosso che sta distruggendo alberi, fiori e frutti

L’allarme dell’agronomo Eraldo Antonini: «Si sta diffondendo nel Modenese la piralide del bosso»

Un insetto asiatico sta minacciando il verde modenese. È la “piralide del bosso” e l’allarme è lanciato da Eraldo Antonini, agronomo esperto di giardini storici, già professore a contratto per l’università di Modena. «La globalizzazione e la rapidità con cui avvengono i trasporti al giorno d'oggi - spiega Antonini - possono creare seri problemi fitosanitari in quando veicolano rapidamente insetti esotici che, privi dei loro nemici naturali possono diventare dei veri e propri flagelli per le piante ospiti».

È il caso di un lepidottero, originario dell'Asia orientale (Cina, Taiwan, Corea e Giappone) che si nutre a spese del bosso: Cydalima perspectalis, una farfalla appartenente alla famiglia Crambidae, la stessa della cosiddetta “piralide del mais”. L'insetto colpisce soprattutto il bosso - prosegue l’agronomo - ma non disdegna di cibarsi, nei Paesi d'origine, di altre piante. «Quest'anno la piralide del bosso si sta velocemente diffondendo anche nella provincia di Modena compromettendo la sopravvivenza delle piante attaccate. L'insetto, nel nord Europa, dove è già diffuso dal 2007, compie tre generazioni all'anno ma il numero delle generazioni sembra influenzato anche dall'andamento della temperatura. L'insetto sverna allo stadio larvale o, secondo alcuni autori, anche come crisalide, protetto da un bozzolo sericeo posto tra le foglie del bosso. I danni sono provocati dalle larve che, per nutrirsi, si cibano delle foglie, dei giovani germogli e anche della corteccia. Le larve, molto voraci, mangiano la pagina inferiore delle foglie le quali, col tempo appaiono ingiallite; le singole piante e le siepi si possono seccare completamente».

«Il danno - sottolinea Antonini - potrebbe essere confuso con quello provocato da funghi patogeni, tuttavia la presenza di nidi sericei o di tracce larvali e la tipica erosione fogliare consente una determinazione certa dell'attribuzione del danno alla Piramide del bosso».

Come combattere questa “invasione”? «Il controllo dell'insetto avviene, principalmente, mediante lotta biologica, impiegando Bacillus thiringiensis var. aizawai o Bacillus thuringiensis var. kurtstaki e ciò aiuterebbe a non eliminare eventuali predatori naturali. Qualora l'attacco sia molto intenso si potrebbe ricorrere a insetticidi ad ampio spettro di azione quali i piretroidi, per poi tornare ad impiegare Bacillus thuringiensis, nelle due varietà sopra indicate, per tenere sotto controllo le popolazioni del lepidottero».