Esposto contro l’amianto di Bianchini

San Felice. I 5 Stelle vanno in procura: «Il Comune latita ma i cumuli sono a cielo aperto e pericolosi»

SAN FELICE. Mentre trascorrono i giorni per presentare eventuali osservazioni alla richiesta di “deposito permanente di rifiuti contaminati da cemento amianto” da parte della Deaenne, società della moglie di Augusto Bianchini, il movimento 5 Stelle va in procura e deposita un esposto.

«I cumuli di amianto a cielo aperto, alcuni dei quali sotto sequestro disposto dall’Arpa nel deposito della Bianchini Costruzioni, rappresentano un forte e certo pericolo per la salute pubblica - scrive Carlo Valmori a nome del Movimento dell’Area Nord - Lo abbiamo segnalato con un esposto alla procura della Repubblica firmato da cittadini e consiglieri comunali, perché intendiamo che si proceda per la loro tempestiva messa in sicurezza e perché si accerti la responsabilità di questa insostenibile situazione. Migliaia di tonnellate di eternit macinato, o miscelato con inerti edili, giacciono scoperti, soggetti alle intemperie, con ruscellamento delle fibre nell’acqua di falda ma soprattutto liberando il pericolosissimo polverino di amianto nell’aria, disperdendolo a chilometri di distanza».

Valmori chiama in causa anche il sindaco Alberto Silvestri. «Poiché non c’è una soglia al di sotto della quale il rischio amianto si annulla, in quanto possono essere sufficienti poche fibre per dar vita a processi cancerogeni che anche a distanza di 40 anni possono portare all’insorgenza del mesotelioma e ad altre gravi patologie, si rende opportuno e doveroso un intervento interdittivo e di messa in sicurezza, finalizzato alla tutela della pubblica incolumità. Il sindaco, pur a conoscenza della situazione, in quanto evidente nelle stesse fotografie allegate alla domanda di autorizzazione per realizzare una discarica di quel materiale nella sede della Bianchini, di aprile 2014, non ha preso alcun provvedimento. Un sindaco è il primo responsabile della salute pubblica, non c’è nessuna giustificazione che possa esonerarlo dall’adempiere a questo che è un suo dovere istituzionale. Ci aspettiamo che venga imposto dalla magistratura e che la stessa proceda per sottoporre i responsabili della situazione al doveroso procedimento penale per l’accertamento delle condotte criminose ad ogni livello. Riteniamo che sia altrettanto dovere di tutti i cittadini intervenire per garantire la salute pubblica, soprattutto quando le istituzioni latitano, per motivi spesso poco nobili, come riteniamo che sia inaccettabile un’eventuale approvazione della Provincia del progetto per la realizzazione della discarica di amianto, a poca distanza dal centro abitato ed all’interno di un villaggio artigianale frequentato quotidianamente da centinaia di lavoratori».