Misericordia, c’è l’ipotesi di passaggio a Croce Blu

Servizi e volontari dell’associazione nei guai assorbiti dai “cugini” di via Giardini? Il presidente Rebecchi lo ritiene possibile, ma decideranno consiglio e assemblea

Buona parte dei servizi svolti dalla Confraternita della Misericordia potrebbero essere presi in carico alla Croce Blu.

Sono molto più di voci di corridoio quelle che circolano su un eventuale passaggio di consegne tra la Misericordia e il colosso del mondo del volontariato.

Nonostante non sia ancora stata presa una decisione definitiva, il dialogo tra Croce Blu e Misericordia è stato avviato lo scorso giugno. Lo conferma la stessa come stessa presidente della Croce Blu, Ivana Rebecchi: «Siamo in contatto con la Misericordia da giugno, quando ci è stato chiesto se riuscivamo a dare una mano, vista la situazione che si era abbattuta sulla Confraternita. Prima di poterci sbilanciare, però, il tema dev’essere discusso da consiglio e assemblea. Quello che sappiamo è che i volontari della Misericordia hanno intenzione di mettere in piedi una società che prosegua quello che è stato fatto finora in merito ai servizi Ausl. Riguardo ai dipendenti non sta a me decidere e, in aggiunta, la Croce Blu non può assumere».

«Posso e voglio, tuttavia, elogiare i nostri volontari che non hanno mai cercato di togliere il posto di lavoro a qualcuno - prosegue la Rebecchi - non li ha fermati nemmeno il terremoto, né l’alluvione: i volontari sono partiti tempestivamente per aiutare il prossimo nei momenti critici e senza di loro non sarebbe stato possibile fronteggiare le emergenze che hanno colpito gravemente il nostro territorio. I volontari si sono messi in gioco anche quando non si sapeva della validità dell’Articolo 9, che prevede la possibilità di un rimborso», conclude Ivana Rebecchi.

Da parte sua, invece, la Cgil ritorna a rimarcare l’importanza dell’aspetto lavorativo nell’eventuale nascita di una nuova Misericordia. «Sarebbe inaccettabile che si mantenesse il servizio, senza garantire il posto di lavoro ai dipendenti – spiega Marco Bonaccini, segretario Funzione Pubblica di Cgil – in questa Provincia migliaia di lavoratori hanno perso il posto perché il lavoro non c’è più. Non si accetta che il servizio esista e che i dipendenti stiano a casa. Noi siamo certi che il volontariato non vuole questo. Apprezzo – aggiunge il sindacalista - le dichiarazioni dell’assessore alle politiche sociali Giuliana Urbelli, la quale si è impegnata da ora in avanti, a nome del Comune, a chiedere a tutte le associazioni con cui l’amministrazione ha rapporti di carattere oneroso di presentare il bilancio, anche se non spetta al Comune l’onere del controllo, e a tutelare la situazione dei dipendenti della Misericordia».