Poste, trovato l’amianto: bonifica tra le polemiche

Si tratta di un corridoio al primo piano utilizzato dai portalettere per tanti anni I dipendenti allarmati: «Chiediamo più garanzie sull’isolamento del cantiere»

Tra gli edifici pubblici più importanti della città in cui è necessario effettuare la bonifica dell’amianto si trova a sorpresa anche l’ufficio postale del centro in via Cesare Battisti. Diciamo “a sorpresa” perché i dipendenti della Posta che ci hanno contattato erano certi che l’immobile fosse al riparo dal problema. «La direzione di Roma - dicono - anni fa ci aveva garantito che il pericoloso materiale non era stato utilizzato nell’edificio, invece lunedì hanno iniziato a bonificare un pavimento che per anni è stato calpestato da tutti noi. A questo punto è lecito chiedersi: quali rischi corriamo o abbiamo corso? Perché questa scarsità di trasparenza?».

L’Ausl ha già fatto la sua visita e, riconosciuto il problema, ha dato le disposizioni per il via ai lavori. «In effetti l’azienda ha già iniziato l’opera di rimozione di questo pavimento - continuano i dipendenti - ma abbiamo notato da parte degli operai una certa approssimazione. L’opera di isolamento del locale in cui si sta operando non ci pare adeguata, anche per quanto concerne la tutela degli operai stessi e per chi vive nella zona del centro città. Noi chiediamo ufficialmente all’Usl e al Comune che vengano immediatamente a verificare se il cantiere risponde alle moderne tecniche di rimozione di questo materiale».

Il punto in cui si sta intervenendo si trova al primo piano, in un corridoio che serviva da collegamento tra vari uffici. Adesso ovviamente è chiuso, ma in passato è stato ampiamente utilizzato. «Per anni l’abbiamo percorso senza sapere che camminavamo su del linoleum all’amianto. Dopo anni questo pavimento si è usurato e in vari punti si notavano delle lesioni. Non vogliamo fare dell’allarmismo, ma le autorità devono sapere che qui da noi, negli anni, abbiamo avuto 15 malati di cancro di cui 5 già deceduti. Certo, nessuno di loro è stato colpito da mesotelioma, il tumore collegato all’inalazione di fibre di amianto, ma permetteteci di essere preoccupati».

Del caso si è occupata anche la Cgil che, dietro pressione dei dipendenti della Posta, ha raccolto informazioni direttamente dalla direzione a Roma. «Il sindacato e l’Usl - dicono i dipendenti - sono stati informati anche del fatto che l’ufficio al primo piano riservato ai portalettere di Novi e Rovereto è contiguo alla zona in cui si sta effettuando la bonifica: non vorremmo che questi nostri colleghi rischiassero di ammalarsi. Ricordiamo che basta l’inalazione di una fibra di amianto per sviluppare il terribile tumore». I dipendenti hanno un tono costruttivo e disposto al dialogo verso l’azienda, ma non sono disposti ad accettare situazioni poco chiare. «Chiediamo la massima trasparenza - commentano i dipendenti - e soprattutto vogliamo i documenti sulla sicurezza del cantiere. Non vorremmo essere costretti a procedere per vie legali».