Una scuola “modenese” negli Usa

Realizzata a S. Francisco dallo studio ZPZ è stata inaugurata ieri alla presenza di Renzi

Una piccola eccellenza italiana, la Scuola italo-americana Internazionale di San Francisco, vede in prima fila nella realizzazione e costruzione del progetto lo studio modenese di architettura, design e ricerca ZPZ Partners.

E' quella  inaugurata a San Francisco, alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi, il nuovo edificio della scuola, il Campus K 8th in Fell Street, che comprende le sezioni dal primo fino all'ottavo grado (corrispondenti alle nostre scuole elementari e medie).

«La scuola che si chiamava LPSI “La Piccola Scuola Italiana” è nata come una sezione tanto tempo fa, poi ci hanno chiamato, nel 2009, quando volevano espandersi e gli abbiamo progettato il Nido e la Scuola d'Infanzia - dichiara l'architetto Michele Zini, socio di ZPZ Partners - È una scuola bilingue, ispirata al metodo pedagogico di Reggio Emilia, una piccola eccellenza di pedagogia italiana nel cuore di San Francisco. In tutta l'America le uniche due scuole bilingui italo americane sono una a New York, l'altra è quella di San Francisco. Quest'ultima è un po' più innovativa».

Il Campus K 8 nasce sul recupero di un vecchio edificio, ed è concepito secondo le linee di un sistema innovativo in cui le classi e gli ambienti hanno una concezione completamente diversa da quella usuale. Non è infatti la classica scuola con la cattedra e i banchi di fronte.

«Il lavoro è impostato a piccole zone e i bambini si possono anche parzialmente mescolare come età. È una questione di approccio completamente diverso in cui hai zone autogestite di studio e di approfondimento - spiega Michele Zini - Luoghi in cui non ci sono corridoi, ci sono spazi connettivi in cui i bambini possono collaborare a piccoli gruppi, fanno delle attività differenziate come ad esempio momenti di recupero, focus di varie materie. Chiaro che occorre un cambio di paradigma anche con gli insegnanti, e nei confronti dei bambini che devono essere competenti, esploratori, in grado di comprendere tanti linguaggi. Anche l'arredamento non è semplicemente aggiungere un banco o una lavagna, ma è il pensare a uno spazio a partire dalle attività didattiche che verranno svolte. Il tavolo non è quadrato ma è studiato in modo che i bambini possano lavorare a piccoli gruppi, possono decidere loro come posizionarsi. Sembra banale ma non lo è».

Il gruppo ZPZ Partners progetta scuole e fa ricerca in questo settore da oltre vent'anni, lavorando in tutto il mondo (Tokyo, Dubai, San Francisco, Londra, Mosca, Seoul, Mumbai). Proprio in virtù delle competenze acquisite è stato incaricato dall'Indire, l'Istituto Nazionale di Documentazione Innovativa e Ricerca Educativa del ministero Italiano dell'Istruzione, per stilare le “Nuove linee guida per l'architettura scolastica”, approvate dal Ministero nel 2013.

«Indire ha visto le nostre scuole in giro per il mondo e in Italia e ci ha proposto di mettere la nostra esperienza al servizio di un progetto per l'Italia - precisa Zini - Queste linee guida riguardano tutto, dagli impianti ecologici, alla climatizzazione, alla flessibilità impiantistica. Cambia proprio il modo di vivere e usare la scuola che diventa un ambiente polifunzionale. Ora partiranno quattro progetti pilota per l'Italia e saranno fatti presumibilmente al Sud. L'idea è quella di iniziare ad applicare questi concetti su zone disagiate per creare delle scuole che favoriscano il miglioramento sociale».