Terza dimissione nel M5S Samanta lascia e accusa

Di Fede ieri sera ha letto in Consiglio una dura lettera contro i colleghi «Costringono gli indesiderati a lasciare per fare entrare chi non era stato eletto»

FIORANO. Terza dimissione dal consiglio comunale per il gruppo 5 Stelle; se ne va un altro dei consiglieri, Samanta Di Fede, che ieri sera ha letto davanti ai colleghi e al sindaco una lettera da cui esce un ritratto a tinte parecchio cupe della “gestione” del movimento a Fiorano. «Non sussistono più le condizioni per svolgere serenamente il mio ruolo all’interno del gruppo 5 Stelle di Fiorano - ha detto Di Fede - Sono costretta a denunciare i comportamenti di aperta ostilità pregiudiziale nei miei confronti da parte del gruppo locale. Le azioni compiute dai due colleghi consiglieri Amici e Lupone sono ad excludendum; non vengo cioè nè coinvolta nelle decisioni nè informata delle azioni da compiere. Ci sono prese di posizione ufficiali senza che io ne sappia nulla, manca la disponibilità a fornirmi i documenti relativi ai consigli comunali, non vengo coinvolta sul lavoro da svolgere, mozioni, interrogazioni, richieste di atti e ricorsi. Condivisione significa coinvolgimento attivo nelle scelte e decisioni, non informazione passiva. Forse queste dinamiche sono conformi alle regole ma non rispecchiano i valori a cui il Movimento 5 Stelle si ispira e in cui credo fortemente. Tutto ciò è scorrettissimo nei miei confronti ma soprattutto verso i cittadini elettori che hanno dato fiducia ai 5 Stelle». Di Fede vede dietro a queste condotte la volontà da parte di qualcuno «di manipolare il risultato elettorale, costringendo nei fatti i consiglieri indesiderati a dimettersi per poter far entrare in consiglio coloro che invece erano stati prescelti fin dall’inizio ma che non hanno ottenuto abbastanza consensi dagli elettori». Le accuse sono pesanti e non si esclude che il sindaco possa anche decidere di andare un po’ più a fondo della vicenda nel momento in cui si troverà a valutare la volontà di dimissione della Di Fede. Ma cosa è accaduto fino ad ora con precisione? In consiglio comunale erano entrati come rappresentanti dei 5 Stelle, stando alle preferenze date dagli elettori, Giuseppe Amici, Antonio Glorio e Vincenzo Mangone. Poi però Glorio si è dimesso, il primo a farlo, ed è stato sostituito dalla Di Fede, e successivamente si è dimesso anche Mangone, sostituito da Angelo Lupone. Con l’uscita di scena della Di Fede, subentrerebbe Mario Giovanardi che andrebbe ad affiancarsi ad Amici e Lupone. «E proprio questa è la triade che fin dall’inizio, fin dalle prime riunione a cui io non ho partecipato perchè non ancora entrata nel Movimento locale, era stata decisa e prefigurata - aggiunge la Di Fede - di questo abbiamo riferimenti precisi. È dunque evidente come si sia proceduto per dimissioni successive fino ad ottenere in consiglio la composizione “desiderata”. Ma questo non corrisponde alla volontà espressa dagli elettori ed è proprio su questo che occorre fermarsi a riflettere».