Misericordia chiude e i volontari fondano Fratres Mutinae

Dalla vecchia associazione di assistenza sepolta dai debiti i giovani attivi con barelle e ambulanze ripartono da zero

La Misericordia chiude definitivamente i battenti e va in liquidazione, nei modi e nei tempi previsti dalla legge. Magari la procedura non sarà esattamente quella di una società commerciale ma l’associazione di volontariato sanitario guidato da Daniele Giovanardi è arrivata al capolinea.

Il peso dei 4 milioni di debito accumulati, secondo quanto ripete quest’ultimo, dalla malagestione dei bilanci operata dalla direttrice Anna Lombardo, ha schiantato anche la credibilità di una sigla che in quasi diciott’anni di lavoro aveva guadagnato una sua credibilità nel mondo della sanità modenese.

E ora? Cosa rimane dalle ambulanze e soprattutto del patrimonio di esperienze accumulate nelle notti e nei giorni convulsi delle emergenze, dai terremoti alle alluvioni dell’ultimo biennio?

I volontari, gli “angeli delle barelle” non si sono dati per vinti. Nelle settimane di fuoco tra giugno e luglio, quando gli ufficiali giudiziari sono arrivati da Giovanardi per pignorargli casa e conti correnti per 800 mila euro di contributi previdenziali mai versati, i giovani e meno giovani che si alternavano nei turni hanno scoperto che non c’erano più neppure i soldi per il carburante.

Non si sono persi d’animo. Hanno organizzato cene e sottoscrizioni e hanno acquistato il gasolio, oltre a continuare a garantire le emergenze e il funzionamento dei mezzi. Da quelle difficoltà una buona parte ha deciso di non buttare la spugna e una sessantina di loro si è rimboccata le maniche per partire da zero.

La nuova associazione si chiama “Fratres Mutinae”, non ha ancora una sede, ma si sta organizzando dopo aver depositato lo statuto registrato dal notaio e aver chiesto il riconoscimento come onlus. La partita Iva dall’Agenzia delle entrate è cosa fatta, la pagina Facebook arriverà e nel frattempo i più volenterosi continuano a trovarsi assieme, a telefonarsi. E a incontrarsi per una pizza, aggiornandosi con le ultime novità.

Nell’ultimo mese le riunioni con la giunta e gli assessori, oltre che con i vertici dell’Ausl, sono state fittissime. La scommessa è quella di non disperdere volontari preparati e motivati, integrati con la rete dell’assistenza pubblica, assieme alle altre due colonne del soccorso fatto da associazioni, ovvero la Croce Blu e la Croce Rossa di Modena.

Per ripartire i soci di Fratres Mutinae hanno dato un taglio netto con il passato, con la vecchia Misericordia che il 20 ottobre scriverà la parola fine con lo scioglimento a tutti gli effetti del sodalizio. Resta il problema delle ambulanze per gestire i servizi: al momento, per ragioni ovvie legate ai vecchi debiti, non le tocca nessuno. Ogni tanto c’è qualche amico della Misericordia che le mette in moto in cortile per un quarto d’ora e poi le spegne. Sono ferme, inutilizzate.

A dir la verità i ragazzi e le ragazze della Fratres avevano provato a inserirsi nella Croce Blu, ma l’operazione non è andata in porto. Ma i responsabili sono pieni di speranza: «Per aiutare i modenesi siamo pronti a dare una mano a tutti».

Saverio Cioce