Clown picchiatori, aperta indagine per procurato allarme

Dilaga in città e nel distretto ceramico la psicosi dei pagliacci picchiatori I carabinieri a caccia dei violenti ma anche di chi sta generando panico

I clown non si vedono, ma la psicosi cresce. E i carabinieri indagano anche per procurato allarme. Non si placano, tutt’altro, le voci sui pagliacci armati di mazze che aggredirebbero, o quantomeno spaventerebbero, persone nei parchi e in varie zone pubbliche del comprensorio ceramico, reggiano e modenese. La storia è nata a Spezzano a inizio mese, quando alcuni ragazzi hanno raccontato di un gruppo di clown che li avrebbe spaventati nell’area sportiva del paese.

Da lì, le segnalazioni e gli avvistamenti, veri o presunti, hanno raggiunto Sassuolo, attraversato il Secchia per giungere a Casalgrande e Scandiano. I racconti su queste presenze sono ormai decine, piuttosto variopinti, dai pagliacci a gruppi di persone con maschere di maiale e di cavallo, che girerebbero con mazze e feroci pitbull al guinzaglio.

L’argomento è il più discusso nelle piazze, nei bar e nelle scuole, dove gli studenti sono comprensibilmente intimoriti. Ma sino ad ora, non è arrivata alcuna testimonianza diretta alle forze dell’ordine, né alle strutture sanitarie per eventuali aggressioni.

Nessun riscontro oggettivo, di nessun genere. Tutti i “testimoni” rintracciati hanno poi spiegato di aver riportato narrazioni di altri, ma di non aver mai visto i pagliacci. Nel frattempo il ruscello iniziale è ormai diventato un fiume, che si propaga attraverso internet, provocando confusione e, forse, togliendo valore a segnalazioni reali.

I carabinieri stanno lavorando su un fronte molto largo. Da un lato, si è risaliti alla possibile ispirazione, i filmati della Dm Pranks, una realtà video di Perugia che sta ottenendo grande visibilità con scherzi piuttosto pesanti ripresi all’insaputa degli involontari protagonisti, che hanno spesso al centro dei clown iper-aggressivi. Uno dei fenomeni web degli ultimi mesi, ben conosciuto in tutta Italia. Le forze dell’ordine si stanno anche concentrando sul territorio.

E se da un lato aumentano i controlli preventivi e la raccolta delle segnalazioni, dall’altro sono partite anche indagini per procurato allarme. Una delle ipotesi è che la storia dei clown sia stata originata da uno scherzo, dal gusto quantomeno discutibile, e che poi si sia propagata in maniera esponenziale, fra internet e voci di paese, e magari grazie al successo di Dm Pranks. Il risultato, uno stato di psicosi che permea tutta la zona di Sassuoolo e quella della ceramica, a Reggio come a Modena.

E di cui qualcuno si approfitta con leggerezza, come nei casi di alcune burle fra ragazzi, che tramite messaggio avvisano gli amici di aver visto i clown sotto le loro abitazioni. I carabinieri stanno dragando social network e internet per cercare di risalire il fiume delle voci sino all’origine, o almeno a poca distanza, per capire se vi sia stata volontà di creare tensione alimentando la “leggenda” dei clown. Non uno scherzo, perché il reato ipotizzato è quello di procurato allarme, nel caso si arrivasse a dei riscontri certi.

Adriano Arati

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