Ladri entrano in casa mentre lei è nell’orto e rubano 30mila euro

Nonantola. La banda apre la porta blindata con un badge Razzia al primo piano: sparito l’oro custodito da 40 anni

NONANTOLA. Nadia è nel giardino dietro casa e sta zappando. Lo fa da quasi un’ora, fatica poi si ferma, entra in casa e riparte ancora. Un via vai quotidiano, che non le suggerisce di chiudere con la doppia mandata la porta blindata («Se poi ho un malore? - annota - Senza doppia chiusura almeno riesco ad uscire in strada...). Eppure i ladri non si fanno intimorire da quella precauzione, anzi, sfruttano il “difetto” ed entrano in azione.

Sono da poco passate le 10 in via Cavour, una laterale di via Garibaldi nella nuova lottizzazione verso Via Larga. Lì Nadia vive con il marito Gianni Magnoni in una bifamiliare, che si affaccia sulla strada principale del quartiere. I banditi scavalcano - sul cancello d’ingresso si nota ancora l’impronta della scarpa - e con una tessera qualsiasi riescono ad aprire la porta d’ingresso. È una tecnica piuttosto diffusa, ma conosciuta soltanto da “esperti” del settore. Con tutta probabilità hanno visto che Nadia sta lavorando in giardino («Ho notato una vettura familiare grigia aggirarsi un paio di volte in strada - ricorda - ma ne passano tante di auto in zona») e vogliono evitare di incrociarla. E in effetti, una volta dentro, scelgono di non ispezionare il piano terra, ma salgono direttamente al primo. Camera da letto, bagno, ripostiglio, stanza degli ospiti e studio: in rapida successione mettono a soqquadro armadi e cassetti. Cercano soldi e gioielli, bottino facile da trasportare e da piazzare sul mercato illegale. Non vogliono altro tanto che lasciano qualche orologio, che giudicano di poco valore. Poi fuggono, uscendo dall’ingresso principale.

«Non mi do pace per quanto accaduto - dice choccata la vittima - Ero in giardino, ho anche visto le tende della porta in cucina muoversi. Mi sono detta “ma guarda che c’è qualcosa che fa corrente”. Potevo venire dentro, ma chissà cosa sarebbe successo. Dopo un po’ sono salita per svuotare la lavatrice, ma ho capito subito della razzia. Sono tornata in giardino, ho preso una zappa e mentre chiamavo mio marito ho ispezionato tutta la casa, ma i ladri non c’erano più. Ho quindi chiamato i carabinieri, sono venuti quelli di Bomporto dopo un po’ di tempo».