«Per un prete che uccide 17 anni sono pure pochi»

Vignola. I concittadini di don Panini dopo la sentenza del processo d’appello bis In questi anni il sacerdote ha versato quasi un milione ai familiari della vittima

VIGNOLA. «Don Panini ha celebrato il battesimo a mio nipote, per me era una brava persona. Lascio il giudizio agli altri», dice Marilena De Cristoforo, uscendo dalla scuola materna. Altri cittadini, però, la pensano in modo radicalmente diverso e commentano duramente il delitto per il quale il sacerdote è stato condannato a 17 anni nel processo di appello bis (l’uccisione dell’amico Sergio Manfredini e le lesioni procurate alla moglie della vittima).

«Una pena di 17 anni è giusta», dice Sergio Magni. «Forse 17 sono anche pochi per un fatto del genere» dice Cedrìc Ugolini. «Sono pochi se è colpevole», secondo Uliana Morandi e anche per il marito Giuseppe Caselli Manzini «quando uno uccide un altro, per me, è un fatto terribile». La carica di parroco ricoperta dall'imputato, secondo alcuni cittadini, non fa alcuna differenza per quanto riguarda la gravità del fatto commesso. «Per ammazzare una persona, può essere un prete o non prete, 17 anni sono anche pochi», dice Morandi, che aggiunge: «finirà che glieli sconteranno per la buona condotta». «Non fa differenza se è un parroco o una persona normale - afferma Ugolini - se ha commesso un omicidio deve pagare come tutti gli altri». «Per fortuna che era in carcere, perché ha cercato di ammazzare più persone», dice Rosa Giordano. «Forse - aggiunge Ugolini - il fatto che sia stato un parroco ad uccidere una persona in questo modo è addirittura un'aggravante». La condanna a 17 anni e 4 mesi per don Giorgio Panini è stata decisa mercoledì dalla Corte d’Assise d’Appello di Bologna. In precedenza, il secondo capo d'accusa era stato derubricato a lesioni gravissime, motivo per cui don Panini, dopo essere stato condannato a vent'anni con rito abbreviato in primo grado, aveva visto ridursi la pena a 10 anni e 8 mesi in Appello; pena inadeguata per la Cassazione, che ha ordinato di rifare il processo. Don Giorgio Panini, che amministrava le parrocchie di Brodano, Formica e Campiglio, viveva da anni ospite nella residenza dei coniugi Manfredini. Negli ultimi tempi, i rapporti tra don Panini e l'amico si erano incrinati, in parte a causa di problemi economici derivati da affari che i due gestivano insieme, e in parte a causa di una relazione, osteggiata da Manfredini, tra don Panini e una parrocchiana, con cui il religioso era intenzionato ad andare a vivere. Tensioni, queste, che sono esplose il 23 dicembre 2009, quando don Panini ha ucciso Sergio e tentato di uccidere Paola Manfredini. In questi anni, l'ex parroco, in accordo con i suoi familiari, ha versato quasi un milione di euro ai Manfredini ottenuto dalla vendita di immobili e altri beni. L'attuale parroco di Brodano, don Fabrizio Martelli, preferisce non commentare la vicenda.