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Troppe corriere in fiamme, sospetti di dolo: Seta apre un’inchiesta

Il presidente Odorici: «A Mirandola un cortocircuito anomalo come avvenne a Concordia. Se così, sporgeremo denuncia»

«Questo ultimo incendio di un nostro mezzo, avvenuto a Mirandola, lascia perplessi. È molto simile all’incendio del bus di Concordia di un anno fa. Per questo ho disposto un’indagine interna a Seta che partirà al più presto per capire se il dubbio che si tratti di un’azione dolosa ha un fondamento o no. Se l’incendio fosse doloso, segnaleremo l’accaduto alla magistratura».

Pietro Odorici, presidente di Seta, è preoccupato e non lo nasconde. Sei mezzi a fuoco in un anno sono tanti. Il r ...

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«Questo ultimo incendio di un nostro mezzo, avvenuto a Mirandola, lascia perplessi. È molto simile all’incendio del bus di Concordia di un anno fa. Per questo ho disposto un’indagine interna a Seta che partirà al più presto per capire se il dubbio che si tratti di un’azione dolosa ha un fondamento o no. Se l’incendio fosse doloso, segnaleremo l’accaduto alla magistratura».

Pietro Odorici, presidente di Seta, è preoccupato e non lo nasconde. Sei mezzi a fuoco in un anno sono tanti. Il rischio per i passeggeri è prioritario, ma c’è dell’altro. Spiega: «Nell’ultimo caso di Mirandola il mezzo, dopo il servizio di ProntoBus per le scuole, poco dopo le 8 si era fermato in sosta nel piazzale delle autocorriere. Il motore era stato spento e l’autista se ne era andato. L’incendio è avvenuto alle 11. Quindi sono passate ore mentre il bus era in sosta senza nessuno attorno. Io dico che non è normale. È concepibile l’incendio del mezzo in movimento davanti al Direzionale 70, quello di Baggiovara avvenuto poco prima e prima ancora il rogo sul bus a Finale. Questo no. E neanche quello del febbraio 2014 a Concordia. Le modalità sono state simili. Anche in quel caso il mezzo era parcheggiato nel piazzale».

Concordia: misterioso rogo a fuoco due corriere

A Concordia il mezzo era in fondo a un parcheggio pieno di bus in uno spiazzo al buio e senza impianti di sicurezza. E proprio da quello è stato appiccato un incendio che poi si è propagato investendo e danneggiando altri due bus.

Il sospetto del dolo era scaturito subito, a Concordia. Tanto che i carabinieri avviarono una indagine sollecitati da Seta. Sono stati interrogati chi aveva segnalato il fiamme e il titolare della ditta appaltatrice della corsa. L’indagine risulta ancora aperta. Quella per Mirandola potrebbe insomma aprirsi presto, se dall’indagine interna resterà l’ombra di una mano dietro la fiammata scaturita, secondo i controlli dei vigili del fuoco, probabilmente da un cortocircuito.

Anche a Concordia si era ipotizzato un cortocircuito, in quel caso addirittura nella macchinetta obliteratrice dei biglietti.

I sindacati sono allarmati per lo stato dei mezzi circolanti. Età media 11 anni e mezzo, ma circolano anche mezzi di 20-25 anni. Vengono revisionati ogni anno, certo, ma non basta: quello andato a fuoco al Direzionale 70 era uscito dalla revisione in Motorizzazione solo pochi giorni prima. C’è anche la questione ora aperta dell’utilizzo che fanno di questi bus Seta le concessionarie. La Saca, la Concortour di Carpi e proprio la Tripodoro Srl che opera a Mirandola.

Per questi motivi i sindacati, a cominciare da Filt Cgil, hanno chiesto un incontro urgente alla Tripodoro e quindi uno alla Provincia, la proprietà dei mezzi. Faisa Cisal ha invitato Odorici ad andare fino in fondo. Dal canto suo, Seta garantisce di continuare a controllare i mezzi al meglio. Anche se non tutto può essere fatto fino al minimo dettaglio. I bus sono vecchi ma non tutti quelli incendiati lo sono. Spiega Giulia Grandi di Filt Cgil: «Questo ultimo mezzo di Mirandola, ad esempio, non era così vecchio: ha meno di dieci anni. Ed è sicuramente anomalo quello che è successo». Insomma, i sospetti ci sono.