Il nuovo stadio sarà a noleggio?

Struttura modulare dal costo di 200 euro a posto. Sorgerebbe dove c’è la pista d’atletica

Uno stadio per la serie A? Vengo, lo monto, e se torni in Serie B lo smonto. Il costo? Dai 100 ai 200 euro a posto. Quindi, supponendo ne siano necessari 16 mila, da due milioni a tre milioni per stagione. Ancora meno se ne dovessero bastare 10 mila. Sembra fantascienza ma è realtà. E pare essere, al momento, l'ipotesi più plausibile per continuare a vedere il Carpi in città anche in caso di promozione in Serie A. La soluzione sarebbe tra quelle suggerite da Gino Zavanella, architetto dello Juventus Stadium, chiamato dalla società nei mesi scorsi per una consulenza sulla situazione impiantistica. Ora è sul tavolo dell'amministrazione comunale che avrebbe già identificato l'area in quella dell'attuale pista d'atletica, sufficientemente ampia per un impianto di questo tipo. A darci un ordine di grandezza dei costi è Emanuele Rossetti, direttore generale della Nussli Italia, ditta svizzera che costruisce stadi modulari nel mondo come, ad esempio, lo stadio di Dusseldorf e di Wiesbadenin in Germania, o di Vancouver in Canada: «Per uno stadio modulare in vendita, completo di tutto, dagli spogliatoi ai bar, il costo di realizzazione va dai 1.000 ai 2.000 euro per posto. Per un solo anno, di solito, si tratta di affittare delle tribune temporanee attrezzate con spogliatoi e tutto quanto necessario, quindi un prodotto con qualità differenti. In questo caso il costo può partire dai 100-200 euro a posto».

Nel caso, l'Amministrazione potrebbe concedere gratuitamente il terreno, ricco di parcheggi nei dintorni. L'inconveniente sarebbe traslocare altrove le attività dell'attuale pista d'atletica mentre tra progettazione e costruzione potrebbero non servire più di tre mesi. Rimarrebbero i costi di noleggio, che dipenderanno dalla capienza. A soccorso del Carpi c'è la legge 210/2005, approvata in sede di conversione del Decreto Pisanu. Prevede che si possa giocare in Serie A con uno stadio da 10 mila posti se si rappresenta una città con meno di 100 mila abitanti e si sia promossi in A per la prima volta negli ultimi venti anni. Era un provvedimento “ad squadram”, tagliato sulle necessità del Treviso. Vestirebbe alla perfezione anche al Carpi che potrebbe così eludere i criteri infrastrutturali della Lega (20 mila posti con deroga a 16 mila) che però diverrebbero obbligatori, in punta di diritto, alla seconda stagione di A.

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