Sorgerà un nuovo edificio accanto al Santuario

Prenderà il posto dell’attuale canonica, che sarà demolita. Una spesa di 2,3 milioni di euro

SERRAMAZZONI. Era un incontro molto atteso, per comunicazioni che riguardavano la "costruzione di nuove opere" che avevano suscitato molta curiosità in paese.

E i contenuti dell’incontro si sono rivelati più che meritevole di tante attenzioni.

La Parrocchia di Serramazzoni sta lanciando il più importante progetto edilizio dai tempi della costruzione del Santuario, inaugurato nel 1964.

È stato presentato ieri, in una assemblea pubblica che ha gremito la sala polivalente e che ha visto riuniti dietro a un tavolo per l'occasione il parroco don Antonio Lumare, l'economo diocesano Giorgio Garuti, il progettista Pierluigi Piumi, il sindaco Roberto Rubbiani e l'assessore all'urbanistica Andrea Convenuti. Lo stesso Rubbiani ha parlato di «un grande progetto per Serramazzoni che finalmente fa giustizia di un clima depresso», utile anche per l'indotto economico che genererà.

Si tratta di un nuovo edificio che verrà affiancato al Santuario, negli spazi dell'attuale canonica, che verrà demolita. Al suo posto sarà realizzata una struttura polivalente «che – come ha sottolineato don Antonio - rimedi a quella cronica mancanza di spazi che ha sempre segnato l'attività pastorale in paese, fin dai tempi di don Marino Donini, che per tanti anni aveva cullato il sogno di un'opera del genere».

Ecco dunque il progetto – per ora redatto solo in una fase preliminare - di una grande struttura da 1.700 metri sviluppata su tre piani, più un seminterrato: al piano terra avrà ingresso, cappella, sagrestia, salone, cucina, ufficio e bagni; al primo quattro aule per il catechismo disponibili anche per altre attività e al secondo la vera e propria casa canonica con l'abitazione del parroco e due camere a disposizione dei sacerdoti di supporto.

Il tutto per una spesa che viene stimata in 2,3 milioni, per cui diventerà determinante il finanziamento di 1,3 milioni che si spera di ricevere dalla Cei. Altri 300mila euro dovrebbero arrivare da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, 100mila euro dalla vendita di un appartamento del condominio Sole di proprietà della Curia e altri 250mila dalla cessione di parte della canonica di Faeto per un progetto anziani.

Per il resto la Parrocchia stipulerà un mutuo. Il piano ha suscitato diverse reazioni per il suo possibile impatto, ma l'assessore Convenuti ha assicurato la massima attenzione al profilo di incidenza territoriale. «E l'esigenza pastorale – ha rimarcato don Antonio – è evidente a tutti».