Bper, ai soci un dividendo di 2 centesimi

La banca ha confermato i dati di bilancio per il 2014. L’assemblea fissata per sabato 18 aprile

Il consiglio di amministrazione di Banca popolare dell'Emilia Romagna proporrà all'assemblea dei soci la distribuzione di un dividendo da 2 centesimi per azione.

La decisione, ha spiegato l'amministratore delegato Alessandro Vandelli, ha l'intento di confermare agli azionisti «l'avvio di una nuova fase, che, grazie anche alle azioni previste nel piano industriale 2015-2017 recentemente approvato, ha come obiettivo prioritario il raggiungimento di una positiva e crescente redditività che permetta, nel tempo, una corretta remunerazione del capitale e una adeguata politica dei dividendi. Questa decisione - ha aggiunto - vuole quindi sottolineare l'ottima solidità patrimoniale raggiunta e la fiducia nelle prospettive di crescita del gruppo Bper».

L’assemblea dei soci è stata fissata per sabato 18 aprile nella sede di Modena Fiere.

Il consiglio di amministrazione ha confermato tutti i dati di bilancio che già erano stati annunciati poche settimane fa: il bilancio per l’annata 2014 è stato chiuso con un utile consolidato di 29,8 milioni e un utile della capogruppo di 15,4 milioni. La capogruppo proporrà quindi la distribuzione di un dividendo di 0,02 euro per ciascuna azione e la decisione assume una certa rilevanza, come sottolineato dallo stesso Vandelli, proprio perchè arriva dopo due annate in cui per i soci non c’era stato alcun dividendo, soprattutto in seguito agli accantonamenti consistenti decisi dalla banca a tutela dei crediti deteriorati.

Nei prossimi giorni sono attese novità importanti in relazione al decreto di riforma delle principali banche popolari italiane deciso dal governo.

Le audizioni in parlamento di Assopopolari, presieduta da Ettore Caselli, e di tutte le altre realtà coinvolte dal decreto di riforma, hanno prospettato come sempre più probabili alcune variazioni di compromesso rispetto al testo del decreto, sia pure lasciando intoccabile l’abolizione del voto capitario nelle assemblee dei soci.

L’ipotesi più accreditata riguarda un tetto relativamente al diritto di voto che potrebbe tutelare i gruppi stabili di soci, garantendoli rispetto a possibili scalate esterne soprattutto da parte di potenti Fondi privati stranieri.

Negli ultimi due giorni il titolo azionario di Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che nelle scorse settimane aveva fatto registrare rialzi sensibili dopo l’uscita delle notizie riguardanti la riforma delle banche popolari, ha subito un calo brusco passando dal valore di 7,37 di venerdì scorso a 6,94 di ieri.