La nutria? Si mangia in umido

Ecco la nutria pronta per essere gustata

Dal 1959 è carne commestibile per legge e all'estero la si consuma anche nei ristoranti. Ecco due ricette per chi vuole cucinare il castorino

Paese che vai, cibo che trovi. E basta andare in Sud America o in alcune parti degli Stati Uniti per trovare nutrie anche nei menu dei ristoranti. Il roditore è infatti commestibile. La natura lo ha dotato di una grossa e lunga coda che lo fa assomigliare a un topo, animale da sempre associato alla sporcizia e alle malattie. In realtà è parente stretto dei castori, la cui carne si mangia, sempre in America. E forse pochi sanno che sarebbe possibile anche in Italia. Con due Circolari, la n. 17 del 20 gennaio 1959 e la n. 144 del dicembre 1959, l’Alto Commissariato per l’Igiene e la Sanità Pubblica presso il Ministero degli Interni (il Ministero della Sanità non era ancora stato istituito) liberalizzò l’utilizzo delle carni di castorino, a patto che le stesse fossero «sottoposte a vigilanza veterinaria, messe in vendita ad animale intero e individuate con apposito bollino a cura dell’allevatore».

La carne della nustria pronta per la marinatura

Fu in quel periodo che molti ristoranti aggiunsero ai loro menù piatti a base di carni di nutria. Oggi la moda delle pellicce di castorino è passata, gli allevamenti sono stati dismessi e quella filiera si è arrestata da tempo, ma per le due circolari del 1959 non risulta alcun dispositivo di abrogazione, quindi sono da ritenere ancora applicabili. La nutria è un roditore prettamente vegetariano con una dieta che si basa su piante acquatiche, varie erbe, radici, tuberi e frutta. Ne sanno qualcosa gli agricoltori che ogni anno devono fare i conti con i danni arrecati alle coltivazioni. Proprio la sua dieta, ne fa un animale dalle carni con contenuti nutrizionali molto buoni.

È assimilabile o migliore di tacchino, pollo e manzo in termini di contenuti di proteine (22.1%), di bassa percentuale di grasso (1.5%) e colesterolo. La carne rossa è molto magra e assomiglia a quella del coniglio, con un gusto accomunabile a quello del tacchino. Detto questo, basta andare su internet per trovare decine di ricette a base di nutria. Addirittura lo stato della Louisiana, nel sud degli Usa, attraverso il proprio dipartimento della fauna selvatica e della pesca ne fa una raccolta per lanciare il consumo di questa carne. Il fatto però di vivere in fossi, canali e fiumi poco profondi la espone alle contaminazioni ambientali alla stregua di altri animali selvatici. Non esistono più allevamenti controllati, che possano garantire sulla salubrità della carne.

Gli ingredienti per preparare la nutria in umido

A titolo esemplificativo, ma difficilmente sarà utilizzata da noi, ecco due ricette. La più semplice è quella di cucinarla in umido. Si toglie la pelle della nutria, poi la si disossa e la sua carne tagliata a spezzatino.I tranci vanno posti in una terrina e ricoperti completamente con una marinatura cruda di verdure, erbe aromatiche, aceto e vino bianco per almeno dodici ore. In una padella si mette poi olio e cipolla con sedano e carota, si fa soffriggere, si mette la carne con sale, peperoncino e spezie varie a piacimento, si aggiungono i pomodori e si lascia cucinare a fuoco lento. Né più né meno come un coniglio. La seconda aggiunge peperoni verdi e rossi e fagioli rossi. E se negli Usa si trova anche nei supermercati, da noi ci vuole un bel coraggio ed uno stomaco di ferro per provarla.