Ingegneria senza frontiere e la sfida “acqua pubblica”

Il primo obiettivo dell’associazione riguarda sempre i benefici per l’ambiente ed oggi le sfide sono anche mobilità sostenibile ed energie rinnovabili

Si chiamava H2Ottima, e nell'ormai lontano 2008 ricordava a tutti che l'Acqua è un Bene Comune e promuoveva, attraverso Rubinettissima -una bottiglia in vetro vuota con tanto di etichetta riportante le caratteristiche organolettiche dell'acqua di Modena- l'utilizzo dell'acqua pubblica al posto di quella presente sulla rete commerciale.

Obiettivi ridurre la produzione di plastica e favorire il km zero eliminando il trasporto di casse e bottiglie, con benefici per tutti, a partire dall'ambiente.

Dietro al progetto H2Ottima, l'associazione Ingegneria Senza Frontiere - Modena, una ventina di ragazzi, all'origine tutti provenienti dalla facoltà di ingegneria, che avevano deciso di scendere in campo in prima persona per occuparsi di ambiente e di sviluppo sostenibile, a cominciare dalla propria città, per guardare poi al mondo.

«Rubinettissima è stato il progetto che ci ha tenuti a battesimo -racconta Fabio Baracchi di Isf Modena- il nostro primo progetto in cui abbiamo lavorato in rete con altre realtà locali e che ci ha permesso di passare dall'essere un gruppo di amici interessati ai temi ambientali all'essere una vera e propria associazione di volontariato».

Dai tempi di Rubinettissima, come si suol dire, ne è passata di acqua sotto i ponti: Isf Modena è cresciuta e accanto a temi locali - al momento l'associazione si sta occupando di mobilità sostenibile, ciclabilità diffusa e dell'annosa questione della bretella Campogalliano-Sassuolo - si sono creati progetti di cooperazione internazionale, l'ultimo dei quali riguarda la creazione di un impianto fotovoltaico per il funzionamento H24 di un frigo per una emoteca ed una sala operatoria di un ospedale in Tanzania.

Obiettivo di Isf Modena infatti, è stato fin dall'inizio quello di creare un ponte ideale tra università e mondo esterno che permetta ai ragazzi di portare quanto imparato sui libri nella realtà, e quanto accade in questa nel dibattito interno all'associazione. E così torniamo all'acqua. Ai tempi della costituzione di Isf Modena, infatti, c’era gran dibattito intorno al referendum -realizzato poi nel 2011 - sull'acqua pubblica, tanto che l'associazione di Modena, che rientra all'interno di una rete nazionale, ha aderito al Manifesto dell'Acqua, un documento condiviso in cui si afferma il principio secondo cui l'acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri, ma un patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale. E per farlo si può cominciare proprio ridando valore all'acqua dei nostri rubinetti, che -nonostante quel che si pensa- nulla ha da invidiare alle acque in bottiglia. «È vero, la nostra acqua è un po' alta in nitrati - continua Baracchi - ma se siamo uomini o donne in buona salute possiamo bere la cosiddetta acqua del sindaco senza remore, con benefici per l'ambiente e per il nostro portafogli».

Per incrementare il consumo di acqua pubblica anche nel modenese sono nate diverse Case dell'Acqua, 4 nel solo comune di Modena (al Parco XXII Aprile, al Parco della Repubblica, in Via Newton 118 e in Via Scudari): una soluzione gratuita ed ecologica nel ricordo di Rubinettissima. Per info: www.isf-italia.org/modena.

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