Dalle panchine una opportunità sociale

Il restauro degli arredi dei parchi cittadini ha visto coinvolti comitati e gruppi di accoglienza

MODENA. Il 4 maggio alle ore 16 ai Giardini Ducali verrà festeggiata con un piccolo rinfresco alla presenza del sindaco Muzzarelli e dell'assessore Guerzoni la conclusione dei lavori di restauro e pulizia delle panchine dei Giardini promossa e organizzata dal Comitato anziani e orti Sant'Agnese e San Damaso. Il lavoro, in accordo con il settore Ambiente del Comune di Modena nell'ambito delle attività dei volontari del verde, è stato svolto in collaborazione con la comunità La corte del gruppo Ceis, dei Volontari del verde Terranova e dei giovani rifugiati africani che fanno parte del programma di accoglienza gestito dalla cooperativa sociale Caleidos. «E' da quattro anni che ci occupiamo di arredo urbano e quindi del restauro di panchine: facciamo prima un censimento, per capire quante panchine hanno bisogno di essere sistemate, quanti listelli sono da sostituire e nel nostro laboratorio di via Ancona ci attiviamo. Tra noi volontari ci sono diversi falegnami e negli anni sia il Centro Stranieri che il Centro Servizi Volontariato ci hanno mandato tanti giovani, preziose leve volontarie, a dare una mano», racconta Ermanno Longagnani, in pensione da dieci anni, instancabile volontario del Comitato anziani e orti Sant'Agnese e San Damaso. Parliamo di un totale di 400 panchine restaurate nell'arco di quattro anni tra Parco della Resistenza, zona via Pelloni, Parco della Repubblica, parchetto di via Oristano a cui si aggiungono le 143 da poco sistemate. All'indomani della firma del Protocollo d'intesa per la realizzazione di percorsi di accesso al volontariato rivolti a persone inserite nell'ambito di programmi governativi di accoglienza rappresentano già con la loro esperienza un esempio virtuoso di reciprocità fondamentale per valorizzare le capacità e le inclinazioni di queste persone, e far crescere anche in loro il sentimento di partecipazione alla vita della città. «Lavorare a stretto contatto con i ragazzi rifugiati ha rappresentato per noi volontari un'importante occasione per sperimentare i valori dell'accoglienza e della condivisione. Il nostro impegno in questo senso non finisce con la conclusione dei lavori ai Giardini e stiamo già pensando a future forme di collaborazione». (l.s.)