I più impegnati nei servizi? Sono i giovani laureati

Sono 6,63 milioni gli italiani che dedicano tempo agli altri. 4,14 milioni si impegnano in organizzazioni o in gruppi mentre 3 milioni sono i volontari non organizzati; dal punto di vista geografico...

Sono 6,63 milioni gli italiani che dedicano tempo agli altri. 4,14 milioni si impegnano in organizzazioni o in gruppi mentre 3 milioni sono i volontari non organizzati; dal punto di vista geografico il lavoro volontario è più diffuso al nord, soprattutto nel nordest. Dall'indagine, armonizzata agli standard internazionali contenuti nel Manuale sulla misurazione del lavoro volontario pubblicato dall'Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro), emerge una forte relazione fra volontariato, istruzione e situazione economica. Gli studenti sono i più impegnati nel volontariato (9,5%) mentre i volontari occupati si attestano al 9,1%. I dati dimostrano anche come il titolo di studio più diffuso fra chi fa volontariato sia la laurea (13,6%). Il valore economico delle attività volontarie svolte all'interno del Terzo Settore è pari a quasi 8 miliardi di euro, il lavoro volontario in Italia è pari a 700 milioni di ore, corrispondenti a 385mila unità occupate a tempo pieno: questo è quanto emerge da una recente ricerca condotta da Istat e Cnel. «In un'altra recente ricerca sul valore economico del Terzo Settore in Italia (UniCredit Foundation 2012) i dati che emergono permettono di evidenziare il ruolo importantissimo del volontariato per il funzionamento delle politiche sociali a livello locale, soprattutto in un periodo di crisi come quello che sta affrontando il nostro Paese - afferma la presidente dell'Associazione Servizi per il Volontariato di Modena Emanuela Carta - Questa ricerca dimostra come sia economicamente vantaggioso, oltre che importante dal punto di vista metodologico, coinvolgere il volontariato non solo o non tanto nella gestione di servizi, ma come partner strategico delle amministrazioni pubbliche nella fase di riprogettazione del welfare. Grazie al ruolo di advocacy che prioritariamente il volontariato esercita, è possibile trovare insieme nuove e più adeguate risposte ai bisogni di una società che è in rapido cambiamento. Il volontariato, anche quello modenese, ha saputo dimostrare di poter costruire nuove progettualità». Un'attenzione particolare in questo periodo è rivolta ai giovani e alle persone inoccupate che attraverso l'opportunità di essere ri-coinvolte in una rete sociale diventano esse stesse protagoniste di un percorso di ri-attivazione delle competenze sociali, relazionali e motivazionali per l'acquisizione di strumenti utili da poter mettere a frutto nella vita di tutti i giorni e in un possibile nuovo ambito lavorativo. «Il volontariato diventa un aiuto importante e fondamentale nell'orientare l'individuo alla vita e alla scoperta e valorizzazione delle proprie capacità personali che spesso si traducono in una ricchezza per la comunità - conclude Carta - Il modello che il volontariato propone è quindi un welfare generativo, che sa creare valore per le persone, le famiglie e le comunità, un nuovo modello di welfare che sia incentrato su comunità in cui tutti si sentano responsabili».

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