Expo, così Modena è al centro del mondo

Abbiamo provato a raggiungere l’esposizione usando solo i mezzi pubblici Parcheggio, Seta, Ferrovie, navette: si può fare, ma una giornata è poca

INVIATO A MILANO. Diciamolo subito: andarci ne vale la pena. Se poi si è anche un po’ campanilistici ancora meglio, perché si vedrà come Modena proprio non è indifferente al resto del mondo. E allora una giornata all’Expo vale. Meglio due se si ha tempo perché questa Olimpiade aperta a tutti tra natura, cibo e architettura, va proprio gustata. Così abbiamo provato a farlo per voi, ad una settimana dall’inaugurazione, provando a capire a che punto sia la macchina organizzativa e se ci si può davvero fidare di ciò che si sente dire. Tipo: arrivarci è davvero un’Odissea? Mangiare dentro è davvero così caro?

Abbiamo così pensato ad una giornata tipo, dove si parte da Modena solo con mezzi pubblici: bilancio positivo. L’auto l’abbiamo lasciata a Novi Park per più di 12 ore e ripresa oltre le 20 per la cifra di 8,30: auto al sicuro, nessun problema. Partendo presto alla mattina e scegliendo, come noi, la navetta Seta per la stazione Mediopadana di Reggio Emilia - che ha più collegamenti con la fermata Milano Expo Rho Fiera - l’auto si può anche lasciare a costo zero nei posti gratuiti che ancora esistono attorno all’autostazione.

L’appuntamento è al marciapiede 3 dove alle 7 arriva puntuale la navetta Seta: unico problema gli orari e le indicazioni, che sono affidate ad un foglio volante stampato su carta tradizionale e attaccato in bacheca con lo scotch e forse ora si sarà già staccato. L’autista è gentilissimo, si pagano 4 euro a tratta con biglietto a bordo, siamo soli, l’arrivo alla Mediopadana è perfettamente in tempo per il Frecciarossa delle 7.52 che si può perdere solo se si vuole prendere un caffè nel bar di stazione più piccolo al mondo. Si parte. Arrivo a Milano Centrale meno di un’ora dopo, 8.45, trasbordo immediato sul Frecciarossa che da Centrale conduce a Rho: alle 9.15 i vostri piedi staranno già correndo verso l’esposizione universale. Ma risparmiate la fatica, avrete tutto il tempo per stancarvi.

La stazione studiata apposta per l’Expo è comodissima: pochi passi e, usciti dal sottopassaggio, sarete già proiettati all’Expo, davanti a voi i cancelli, che aprono alle 10. In fila, biglietto alla mano acquistato su internet, si superano i controlli col metal detector e sbattete contro il padiglione Zero.

Inizia la visita in una dimensione spaziotemporale unica, perché l’Expo è talmente grande che il tempo passa velocemente. Datevi delle mete: scegliete prima i padiglioni più suggestivi (Korea, Giappone, Spagna, Brasile, Gran Bretagna tanto per citarne alcuni) e tenetevi un po’ di tempo per l’Italia. Calcolando, però, che anche in una giornata infrasettimanale - più consigliabile, e non di luglio e agosto, dove il cemento porterà la temperatura percepita oltre ogni limite - le attese per entrare nei padiglioni arrivano anche ad oltre un’ora. Mangiare dentro si può, se non volete un pranzo di nozze e scegliete un ristorante tradizionale, l’impatto col portafoglio è sopportabile tanto quanto una cena fra amici in città. Quando avete voglia di una Coca Cola cercate il loro padiglione, in cambio di una visita vi regaleranno una bottiglietta. A fine giornata sarete distrutti e non avrete visto tutto. Se decidete di tornare indietro - gli alberghi vanno prenotati con largo anticipo - il consiglio è sempre lo stesso dell’andata: treno e navetta di Seta: salvo ritardi tornerete a casa stanchi e soddisfatti.

@dvdberti

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