Nel padiglione della Coop la spesa si fa... nel futuro

Da non perdere: si punta il dito su un prodotto e una “realtà virtuale” fornisce tutte le informazioni, dalla filiera ai segreti dell’azienda produttrice

MILANO. Immaginate per un attimo di essere entrati nel film “Minority Report”, dove ciò che volete vi si proietta davanti agli occhi come disegnato nell’aria, improvvisamente siete in grado di conoscere tutto ciò che vi serve sapere. Ecco la spesa del futuro, all’Expo l’ha immaginata, studiata e creata Coop Italia, con anche un bel po’ di Modena (ancora Estense, almeno fino a fine anno) al suo interno. Presto per vederla nei nostri supermercati? Può darsi. La Special Coop di via Giardini si sta rifacendo il look ma non sarà così avveniristica. Perché a Milano, se siete all’Expo e volete fare la spesa, e magari volete comprare un bottiglia di vino, vi basterà indicarla con l’indice - in questo caso non si è maleducati - e in pochi istanti, in quelli che davanti a voi sembrano semplici specchi, si materializzeranno tutte le informazioni utili al cliente: il costo, la provenienza, il valore energetico, la filiera, le caratteristiche e la storia dell’azienda produttrice. Per scegliere ancora meglio, per essere ancora più sicuri di ciò che si compra. Prodotti tradizionali e prodotti a marchio Coop, ognuno avrà la sua storia scritta in una sorta di realtà virtuale.

Pochi passi più avanti un robot vi imbusta la mela che desiderate e finito di fare la spesa vi attende l’evoluzione del sistema “Spesa e via”. Nel Padiglione del Cibo del Futuro ci si chiede quale sarà il cibo del futuro, come lo si acquisterà, da dove arriverà: 6.500 metri quadri nel cuore del sito espositivo tra Cardo e Decumano - i due assi vitali dell’Expo attorno ai quali si propagano prima di tutto le creazioni del made in Italy - uno spazio nato dalla collaborazione tra Coop, il Mit Senseable City Lab e lo studio Carlo Ratti Associati. «Una fusione tra contenuti e valori di Coop e un mondo fatto di idee, design e nuove tecnologie proposte da Carlo Ratti», scrivono.

Il Future Food District vuole essere un esperimento e incarnare uno dei possibili scenari futuri del retail. E composto da un vero e proprio supermercato - non un laboratorio - dove chi vuole vive una reale esperienza d’acquisto (ovviamente diversa da quella a cui si e abituati) e dall’Exhibition Area, una struttura polivalente che si proietta verso un orizzonte ancora più lontano. Dove il gusto per il cibo, però, resta intatto: ieri, oggi, domani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA