Pedroni e l’aceto tridimensionale, lambrusco e trattori New Holland

MILANO. Padiglione Italia, sullo sfondo l’albero della vita, lo spettacolo in musica delle fontane, la lunga fila per entrare insieme ai giovani delle scuole di mezza Italia. Si sale una scala nel...

MILANO. Padiglione Italia, sullo sfondo l’albero della vita, lo spettacolo in musica delle fontane, la lunga fila per entrare insieme ai giovani delle scuole di mezza Italia. Si sale una scala nel cuore della struttura e si è catapultati nel Belpaese. Neanche a farlo apposta la prima voce è di casa nostra: merito di Giuseppe Pedroni, figlio di Italo celebre oste di Rubbiara, scelto insieme ad altri diciannove ambasciatori italiani per dare il benvenuto al pubblico di tutto il mondo. Un privilegio. È un Pedroni virtuale, una miniatura in 3D che poi vive e si anima per dare la sua testimonianza sull’oro nero: «La storia dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è il racconto di piccole botti che maturano per decenni un tesoro da gustare in gocce. Gocce che lo rendono inesauribile». I ragazzi di una scuola di Alzano Lombardo si guardano come se conoscessero solo l’aceto di vino...

Sempre in zona Italia, visitando il bel percorso sensoriale studiato sul vino - dove l’attesa è inferiore ma il rischio è di uscire brilli - Modena è una delle poche città che campeggia sulla mappa del cielo stellato del vino. Non è lì per caso, e attorno a lei una costellazione di certezze: Lambrusco di Sorbara e Salamino Santa Croce, ma salendo la cantina nostrana che il mondo ammira si allunga. Nella cantina moderna dell’Expo, divisa per regioni, siamo accolti da un’altra voce familiare, quella di Luca Marchini, chef stellato che su un grande schermo spiega i segreti della nostra terra. Nelle mani dei sommelier un Francesco Bellei brut rosso extra cuvée che si distingue.

Visitando i padiglioni, uno di quelli che meglio rende il rapporto tra cibo e emergenza alimentare è quello della Corea. Un percorso culturale profondo, ma non si fa in tempo a rimettere fuori gli occhi che lo sguardo cade, neanche a farlo apposta - è la seconda volta, sullo stand Dispensa Emilia che “sforna” tigelle come se non ci fosse un domani. L’orgoglio nostrano ringrazia.

Ma non di solo cibo siamo fatti noi modenesi. Anche di motori. Quelli pesanti della New Holland, ad Expo come una delle poche aziende non alimentari presenti ad Expo direttamente, con un padiglione che ricostruisce la storia di un gruppo che a Modena è caro a migliaia di famiglie. Sembrerà incredibile, ma anche un trattore, nella magia dell’Expo, ha il suo perché, sembra quasi vivo.

Se poi qualcuno avesse voglia di rimanere ancorato ai suoi sapori, senza sperimentare nulla, potrebbe tranquillamente farlo: prosciutto crudo e gnocco fritto sono all’ordine del giorno nel ristorante emiliano di Eataly.

La lista dei prodotti è lunga: molti vivono all’interno del padiglione di Coldiretti, il Parmigiano Reggiano accompagna ogni piatto, la zona di Slow Food sottolinea quelle che sono le nostre tipicità che, capiamolo una volta per tutte, tutto il mondo ci invidia. E Expo, più che mai, è l’occasione giusta per sentirsi tutti orgogliosamente modenesi.

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