L’aereo si schianta: feriti i due piloti

Incidente durante un’esercitazione con atterraggio a motore spento Ricoverati Fabio Venturelli 57enne e il capitano Stefano Guardigli 32enne

PAVULLO. «Una manovra che non è riuscita, forse anche a causa nostra, l’aereo è andato in stallo e siamo caduti...». Poche parole, di questo tenore, mentre Fabio Venturelli e Stefano Guardigli, entrambi coscienti, venivano caricati sull’ambulanza e sull’elisoccorso, per essere trasportati d’urgenza in ospedale con codice rosso. L’incidente si è verificato ieri alle 10.30 su una collina qualche decina di metri a sud della pista di atterraggio del Paolucci, all’apice di quella che doveva essere una esercitazione di routine.

Il bilancio è di due feriti gravi, per quanto non in pericolo di vita: Venturelli, 57 anni, figlio del panettiere, ex titolare di un negozio di informatica, da qualche tempo istruttore professionista al Paolucci. Sono oltre trent’anni che vola; Guardigli, 32 anni, è capitano dell’Aeronautica al Centro sperimentale Volo, è un militare espertissimo, collaudatore Efa e degli F35. Il primo è stato ricoverato a Baggiovara, dove lo ha portato l’ambulanza, con l’evidente frattura delle gambe (prognosi 30 giorni) e parecchi traumi importanti, anche al volto. Il secondo è stato trasportato al Maggiore di Bologna dall’elisoccorso di Pavullo, che stanzia proprio all’aeroporto.

Cade aereo a Pavullo: due feriti

Anche lui ha riportato una grave lesione ad una gamba, ma le sue condizioni sono state definite più serie. Nel pomeriggio è stato operato. Alla guida del monomotore a cinque eliche Mcr 180 Dim’ Aero F.Pili da 180 cavalli, di fabbricazione francese, c’era Venturelli. L’aereo, acquistato nel 2001, è di proprietà del club pavullese che gestisce la struttura. I due si erano dati appuntamento all’aeroporto per mettere a punto alcune manovre, in vista della partecipazione di numerosi e giovani allievi dell’Aeronautica ad un corso che si sarebbe dovuto tenere a Pavullo nei prossimi giorni.

Dopo il decollo i due hanno dato vita all’esercitazione: un atterraggio di emergenza, a motore spento. Dovevano manovrare ed atterrare come un aliante, ma qualcosa non ha funzionato. Pioveva, c’era un filo di vento, condizioni però non sufficienti a spiegare l’incidente: è invece possibile che l’aereo sia andato in stallo d’ala per una virata di rientro troppo stretta, a destra, verso nord e la pista. A quel punto Venturelli ha tentato di planare sulla collina seminata a grano di proprietà della famiglia di Umberto Rossi, che abita con la famiglia nella borgata poco sopra. Da dietro, il capitano aveva intuito il problema e ha cercato a sua volta di far rialzare il velivolo. Ma l’Mcr ha toccato terra, dopo aver chiuso il serbatoio della benzina (stoccata nelle ali), ha fatto sfortunatamente perno su un piccolo fossato, ed ha finito per rovesciarsi e distruggersi, in tre tronconi. Alla finestra di casa c’era Teresa Verdi, la moglie di Rossi. Non ha visto l’incidente, ha sentito il rumore e visto il fumo, e non sentiva neppure le urla dei feriti... Ma ha allertato la centrale operativa del 115, che ha inviato sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri di Pavullo.

Soccorsi i feriti, i carabinieri, coordinati dal capitano Puccinelli, hanno effettuato i rilievi e isolato l’area, in attesa delle disposizioni del magistrato di turno, dottor Enrico Stefani. Alle verifiche hanno collaborato anche i vigili del fuoco, presenti con il comandante, il responsabile della squadra di polizia giudiziaria e il funzionario di turno. Trattandosi di un velivolo montato, l’ente per la sicurezza del volo ha fatto rientrare gli ispettori che avrebbero dovuto arrivare da Roma.

Così l’inchiesta è rimasta all’Arma, che ha provveduto a sequestrare i rottami, disponendone la rimozione.

Alberto Setti