«Sentinelle in Piedi? Una setta medievale»

“Jumbo” Manfredini: «Non riuscivo a tacere. Sono gay e i diritti sono di tutti. Ma dov’erano Pd e Sel?»

«Irlanda, Irlanda!» Così urlava alle Sentinelle in Piedi e al senatore Carlo Giovanardi l’altra sera in piazza Mazzini. E sono solo le parole a non venire fuori dalla foto pubblicata ieri in prima pagina nella quale Alessandro “Jumbo” Manfredini grida a mani raccolte a chi protesta contro l’apertura giuridica ai gay e si dichiara in favore della famiglia tradizionale. Con lui c’erano dei giovani. Conosciutissimo deejay, ex componente della band Ciao Fellini, di professione art director nella pubblicità e comunicazione, “Jumbo” Manfredini è dichiaratamente gay ma finora non si era mai esposto in manifestazioni pubbliche.

Manfredini, perché urlava alle Sentinelle in Piedi?

«Sono andato in piazza Mazzini perché mi ha spinto un senso di dovere civile e civico, perché penso che i diritti sono di tutti, anche miei. Non ce la facevo più a stare zitto».

Sentinelle in piedi: manifestazione e contestazione

 

Cosa risponde a chi ribatte che urlare a chi protesta in silenzio non è democratico?

«Che fa parte del gioco politico, che è stata la loro manifestazione a scatenare le mie parole accese. Giovanardi, leader di quella setta (perché questo sono), è uno che con le parole molto spesso crea tensioni e provocazioni. Può capitare che qualcuno si arrabbi, no?»

Si sente arrabbiato con Giovanardi?

«E chi non lo è, se non la pensa come lui? Non è forse un politico che vuole tornare al Medioevo? Perché dobbiamo continuare a vivere in un Paese come l’Italia con tutte le pressioni del Vaticano, quando nella cattolicissima Irlanda permettono i matrimoni gay?»

 

Chi c’era a protestare?

«Dei ragazzi venuti spontaneamente come me; gente che tra l’altro non conoscevo. Non c’erano i partiti di centro-sinistra, è sicuro. Non c’era Sel perché, come ha detto qualcuno, Sel la domenica non lavora. Non c’era il Pd, perché deve mantenere i suoi giochi di equilibrismo politici con la sua componente cattolica. La vedete la Maletti in piazza per i diritti degli omosessuali?»

 

Nella foto c’è una bandiera Arcigay.

«Era di quei ragazzi. . Hanno detto che in realtà l’Arcigay non si sarebbe presentato. Sono rimasto sorpreso. Una ragazza mi ha detto che il leader dell’associazione modenese ha deciso di non partecipare. Eppure l’anno scorso l’Arcigay aveva fatto un flash mob davanti alle Sentinelle in Piedi, anche se si trattava di un’iniziativa senza conseguenze».

 

Che effetto ha avuto la sua protesta?

«Le parole e la tensione c’erano già nell’aria e sono venute fuori forti. Alla fine è stata una protesta innocua. Vorrei però ricordare che c’era anche un’associazione (che non conoscevo) contro l’omofobia che distribuiva volantini. Trovo queste presenze positive. È segno che ci sono cittadini che sentono il bisogno di esprimersi contro il pensiero medievale quando mancano i partiti e le associazioni di riferimento. Perché per noi gay non è aperta solo la questione dei diritti civili e del matrimonio, ma c’è molto altro da seguire (Aids, supporto psicologico ecc)».

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