«No al taglio selvaggio di alberi sui corsi d’acqua»

Il circolo Legambiente di Formigine parla di abbattimenti poco selettivi. «Maggiore equilibrio tra la sicurezza idraulica e la tutela della biodiversità»

FORMIGINE. «Bene la sicurezza idraulica, ma non si dimentichi la tutela del paesaggio». Lo dice Legambiente, in riferimento all’abbattimento degli alberi nei corsi d’acqua del comprensorio, a partire dal torrente Fossa. «L’abbattimento - chiosano dal circolo Legambiente Chico Mendes di Formigine - è poco o per nulla selettivo».

Nelle prossime settimane, infatti, riprenderanno gli interventi che la Regione Emilia Romagna (il servizio tecnico di bacino) ha disposto per la manutenzione idraulica dei corsi d’acqua, con l’abbattimento degli alberi. Ma per ogni esigenza di natura tecnica, ce n’è una di natura naturalistica. Ed è su quella che da Legambiente si concentrano, chiedendo maggiore equilibrio.

«Ribadiamo - chiosa Marco Ferrari, referente del circolo Legambiente Chico Mendes di Formigine - ancora una volta la nostra contrarietà agli abbattimenti poco o per nulla selettivi, come quelli effettuati nei mesi scorsi in diversi corsi d’acqua, che comportano l’eliminazione pressoché totale della vegetazione ripariale con gravi conseguenze naturalistiche e la modifica radicale del paesaggio».

Nulla in contrario a garantire la sicurezza idraulica, ma è «indispensabile - prosegue Legambiente un maggiore equilibrio rispetto alla tutela della biodiversità, ricordando che i corsi d’acqua costituiscono fondamentali corridoi ecologici da preservare. Se per motivazioni di sicurezza idraulica si devono effettuare abbattimenti di alberi, è indispensabile che questi vengano limitati solamente agli alberi effettivamente pericolosi, che dovrebbero essere preventivamente e puntualmente censiti e identificati».

La vera priorità per Legambiente? L’investimento di risorse (da parte di tutti i livelli istituzionali: Stato, Regione ed enti locali) per la sicurezza idrogeologica e l’adattamento ai cambiamenti climatici, «che è - aggiunge Ferrari - la vera e prioritaria “grande opera” di cui il territorio ha bisogno. Crediamo sia più saggio intervenire sui corsi d’acqua con interventi di manutenzione ordinaria costanti e puntuali nel corso dell’anno, anziché aspettare molti anni e poi intervenire con abbattimenti drastici e indiscriminati».

E Legambiente punta il dito anche sulle modalità con cui i lavori di manutenzione vengono commissionati. «Siamo convinti - aggiunge infatti Ferrari - che affidare i lavori ad aziende pagandole attraverso la legna degli alberi abbattuti sia una scelta sbagliata ed inaccettabile, in quanto di fatto costituisce indirettamente un incentivo ad abbattere anziché a preservare la vegetazione. Gli interventi inoltre dovrebbero essere programmati in periodi differenti, in quanto in primavera/estate hanno un pesante e inaccettabile impatto sulla fauna selvatica (in particolare per quanto riguarda la nidificazione degli uccelli)».