Turismo e ricerca tra i vulcani di fango: ecco la nuova strada

Definito il percorso tra Fiorano, Maranello, Sassuolo e Viano Salse di Nirano centro nodale della via coniata dai tedeschi

La Via dei vulcani di fango adesso esiste anche in forma ufficiale: comprende le manifestazioni di Viano, Sassuolo, Fiorano e Maranello. Se la Riserva naturale delle Salse di Nirano ne è il centro, avendo il campo più esteso, anche gli altri paesi coinvolti ospitano fenomeni simili e, su iniziativa originaria del sindaco di Viano Giorgio Bedeschi, hanno deciso di valorizzarli, mettendoli in rete e creando un circuito, che verrà ufficialmente inaugurato domenica prossima durante la festa della Riserva di Nirano.

Il nome lo hanno coniato involontariamente alcuni turisti tedeschi che così identificavano il sito delle Salse alcuni anni fa, chiedendo nei vari uffici turistici della provincia dove si trovasse.

Lo scopo primario è quello di creare una rete e valorizzare il territorio moltiplicandone le attrattive: «Le nostre zone hanno già molti visitatori - ha spiegato il sindaco di Maranello Massimiliano Morini - con la punta rappresentata dal Museo Ferrari che ne fa 320mila all’anno. Ma dobbiamo trasformare questi visitatori in turisti, cioè in persone che trovano l’occasione per fermarsi un po’ più a lungo sul territorio. Questa è una delle iniziative che possono contribuire».

Nella pratica la Via dei vulcani di fango esisterà sia con materiale promozionale dedicato, sia con una serie di camminamenti che uniranno le varie località coinvolte (a beneficio di escursionisti e appassionati di trekking), con adeguata segnaletica.

«Siamo un Comune piccolo - ha spiegato il sindaco di Viano - ma vantiamo un teatro naturale di grande attrattiva e l’inserimento in questo circuito insieme a tre Comuni del modenese può contribuire a valorizzare le nostre peculiarità, che a loro volta possono magari integrare l’automobilismo di Maranello, i monumenti e la ceramica di Sassuolo e i diversi siti fioranesi».

L'obiettivo non è fra l’altro solo turistico, nonostante la Riserva delle Salse di Nirano richiami già ora 70mila persone lìanno di cui 6mila studenti. C'è anche un aspetto scientifico, che inserisce l’intera Via dei vulcani di fango in un circuito che coinvolge università ed enti, legato all’evoluzione di questi fenomeni anche in chiave di previsioni sismiche.

«Da tempo monitoriamo le Salse e ci coordiniamo con gli altri siti che ne hanno - spiega Marzia Conventi, direttrice della Riserva - Lo abbiamo fatto dopo il terremoto emiliano, rilevando un aumento di attività. Lo studio è stato verificato e adesso si evolve con la collaborazione della ricerca. Avremo nuovi sondaggi in estate e fotografie con i droni che individueranno le faglie principali. L’obiettivo è studiare la potenziale pericolosità di siti come questo, dopo che lo scorso anno i Macalube di Aragona in Sicilia sono esplosi. Qui l'attività non preoccupa anche se il fenomeno si è esteso negli ultimi anni».