«Portobello? A me ha salvato la vita...»

Le testimonianze delle persone che hanno avuto accesso al negozio ed ora prestano anche servizio

Ecco le voci e le storie di chi ha vissuto l’Emporio Portobello.

U. T. 52 anni, italiano: «Portobello è stata l'ancora di salvezza della mia famiglia in un periodo davvero molto difficile: fino a pochi mesi fa ero disoccupato, e con due figli - di 4 a 9 anni- ed una moglie anche lei disoccupata non era facile andare avanti. Grazie all'Emporio, invece, ho sempre avuto la certezza che qualcosa nel piatto dei miei figli c’era sempre. Abbiamo iniziato a frequentare Portobello a febbraio, e ad agosto finirà il nostro periodo di permanenza nel progetto: sono grato per quello che ho avuto ma anche contento di poter lasciare il posto a chi ora ne ha più bisogno».

C. T. 28 anni, ghanese - da 10 anni in Italia: «A Portobello mi sono trovata benissimo, tant'è che dopo aver “usato” il progetto come beneficiaria a settembre voglio chiedere di poter fare li qualche ora di volontariato. A Portobello andavo una volta la settimana; non riuscivo, con il numero di punti che mi era stato assegnato, a comprare tutto quello che mi serviva, ma di certo mi ha dato una grossa mano a far quadrare il bilancio familiare, soprattutto con due bimbi piccoli e tantissimi pannolini da comprare».

A. G. 72 anni, italiano: «È un po' come tornare alle botteghe sotto casa che c'erano quando ero giovane io: si va non solo per fare la spesa ma anche per sentirsi meno soli. Vado a Portobello per comprare le cose che mi servono ogni giorno, cibo, prodotti per la casa. Sono pensionato e non volevo arrivare a tanto: ho lavorato come artigiano per 30 anni ed avrei voluto continuare a farlo, ma per colpa della crisi sono stato costretto a chiudere bottega» .