Pavullo, rave party abusivo in migliaia occupano una cava sulla fondovalle Panaro

Circa 10mila persone provenienti da tutta Europa hanno preso possesso delle ex-Cave di terra Rossa ai confini dai territori di Marano e Pavullo, a 4  chilometri dal ponte della Docciola.

PAVULLO. C'è chi parla di diecimila persone. Di sicuro sono migliaia e provenienti da tutta Europa, accampati lungo le rive del fiume Panaro sulla fondovalle ai confini tra i territori del comune di Marano e quello di Pavullo. Sono i partecipanti a un Rave Party - non autorizzato - iniziato sabato sera e che si dovrebbe concludere lunedì.

A migliaia per il rave party (abusivo) lungo la fondovalle Panaro

Un evento che da sabato sera sta mettendo in agitazione tutti i residenti, comprensibilmente preoccupati, della zona a ridosso della location scelta per questo raduno musicale, dove alcol e droga non mancano di certo.

L'allarme è scattato quando senza soluzione di continuità lungo la strada della fondovalle hanno iniziato a fare la loro comparsa luinghe file di auto, camper roulotte con ragazzi, molti dei quali tatuati in ogni dove, che parlavano varie lingue dal francese, all'inglese al tedesco. Tanti anche gli italiani da varie regioni. Si sono piazzati a ridosso della ex-Cava di Terra Rossa in fondovalle Panaro a 4 chilometri dal Ponte della Docciola. Un evento organizzato nei minimi dettagli, da chi ha scelto questa location, ma senza alcun permesso e soprattutto senza pubblicità. Solo gli iscritti ad una riservata rete sanno - attraverso un tam tam - cosa avverr, quando e dove.

Il tutto si svolge accompagnato da musica a volumi esagerati. E' accaduto così la notte tra sabato e domenica, sarà così tra domenica e lunedì con l'evento clou. Per tutta la notte la fondovalla è stata semiparalizzata dalle lunghe file di auto in arrivo. Immediatamente son ostati chiamati i carabinieri di Pavullo che hanno avvisato la Procura che sta seguendo con attenzione l'evolversi di questa cosa che finirà inevitabilmente con delle denunce.

Non è stato possibile intervenire in quanto occorrerebbero troppi uomini per cercare di  bvloccare il tutto. Ci si limita a controllare l'evento a distanza, con riserva di intervento qualora la situazione degenerasse.

Di sicuro la prima denuncia sarà  quella del proprietario del terreno di fatto "espropiato" dagli organizzatori che non hanno pensato due volte a rimuovere la sbarra metallica per far accampare strumenti, amplificatori e l'area per gli ospiti dell'evento.