S. Cataldo, un “motel” lungo la ciclabile

I residenti denunciano strane presenze, degrado, rifiuti e rifugi di fortuna ricavati da balordi: «Il Comune non ci ascolta»

MODENA. Transenne abbattute, vestiti buttati sull'erba o penzolanti dagli alberi, escrementi umani sparsi per la vegetazione. Questo lo scenario che è possibile “ammirare” percorrendo la ciclabile della Madonnina che costeggia il cimitero di S. Cataldo.

Il degrado lo si vede, lo si sente, lo si calpesta.

A segnalare la sconfortante situazione un residente della zona: Donato Barra, pensionato che da tempo si occupa in modo attivo del proprio quartiere e ormai è stufo di vedere la sua zona così bistrattata e malridotta. Il discorso che fa il signor Barra e con lui le altre persone che qui vivono è molto semplice: «Anche questa è Modena - dicono - anche se non siamo in centro storico a due passi dal Duomo».

I residenti di San Cataldo: "Degrado e insicurezza dietro al cimitero"

«Ho dei nipoti, mi mobilito anche per loro - spiega Barra - Non possono vivere in queste condizioni con quello che hanno qui attorno. Ho già sollecitato più volte il Comune facendo presente vicino a cosa viviamo io e gli altri residenti del quartiere, ma nessuno è mai venuto a vedere e toccare con mano la cosa».

Al nostro arrivo assieme a lui ci sono altri abitanti della zona, determinati a mostrare la gravità della situazione.

Ci incamminiamo per la ciclabile e, dopo neanche venti metri, ecco il primo segno che qualcosa non va. A margine della stradina recinzioni adagiate a terra e una lunga fila di bottiglie vuote intervallate da indumenti sparsi, tra cui calze, magliette e scarpe.

Proseguiamo la camminata e troviamo nuovamente segni poco confortanti.

Tra la fitta vegetazione che domina un lato della ciclabile (dall'altro vi è il cimitero S. Cataldo), si scorge il primo manufatto di cemento che è stato abbandonato e trasformato in alloggio: all'interno alcune lenzuola in modo da creare un letto pulito su cui poter riposare e, sulla destra, alcune paia di scarpe circondate da indumenti.

«In questa zona ci sono tante persone che vengono a passare la notte - continua Barra - A una certa ora diventa pericoloso percorrere la ciclabile; è buio e arriva della gente che si infila tra i cespugli per trovare un posto e dormire». Dello stesso tenore i commenti dei residenti. Proseguendo sono molteplici i posti adibiti a luogo di sosta, riposo, alcuni addirittura senza neanche un abbozzo di tetto da utilizzare in caso di intemperie.

Lo spettacolo è a cielo aperto: escrementi umani, fogli di giornale, compresse, aspirine, farmaci per l'insufficienza cardiaca sono solo alcuni dei tanti elementi che sottolineano l’abitudine con la quale persone senza dimora passano sul ciglio della ciclabile le loro giornate, o meglio, nottate.

«Tanti sono ragazzi che non trovano spazio all'associazione Porta Aperta e non hanno altra possibilità se non venire qui, ma siamo di fronte ad una situazione disumana, per noi e per loro», tuona Lidia, vicina di Donato. La ciclabile va avanti sulla stessa scia dei precedenti metri percorsi e raccontati fino alla sua conclusione, costeggiata sempre da indumenti, rifiuti, farmaci e materassi.

«Noi pretendiamo che la situazione cambi, non si può andare avanti così, bisogna fare qualcosa, ci vuole più controllo, più pulizia per gli abitanti di Modena e per le generazioni future. Nonostante le nostre lamentele e sollecitazioni nessun esponente del Comune si è recato sul posto per cercare di risolvere questo degrado: ora un cambiamento concreto è d'obbligo», questo il commento finale di tutti i residenti che, in coro, pretendono una svolta celere e netta al fine di riportare ordine e decoro ad una parte della città consistente e vissuta in maniera attiva.

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