L’amianto del terremoto finisce tutto a Mirandola

Mirandola. Oltre 5mila tonnellate saranno conferite alla discarica privata di via Belvedere Rieco subentra alla ditta esclusa dalla white list. Ecco alcuni dei siti “contaminati”

MIRANDOLA. Sarà la discarica di via Belvedere, di proprietà della Rieco, società di Claudio Reggiani, ad accogliere le oltre 5mila tonnellate di materiale contenente amianto del cratere sismico. L’accordo, ratificato dall’imprenditore e dal commissario delegato alla ricostruzione, Stefano Bonaccini, sarà valido fino al termine del 2015, salvo proroghe e prevedeva una base d’asta iniziale di 1,8 milioni (Iva esclusa). La Rieco si era classifica al secondo posto nella graduatoria, superata nell’offerta economicamente più vantaggiosa dalla toscana Programma Ambiente Apuane. Il contratto è stato però rescisso dopo che la ditta venne raggiunta da un provvedimento antimafia. La Regione ha così chiuso l’accordo con la Rieco, che ora si prepara ad accogliere i materiali amiantati che da oltre tre anni stazionano sia nei cantieri domestici che in quelli industriali.

Ma se l’accordo con Rieco, che detiene anche una quota di Aimag in qualità di socio correlato, è ormai sancito, non è ancora stato ufficializzato il vincitore del bando per il “Servizio di rimozione, trasporto e conferimento ad impianto di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi contenenti amianto”. Un lavoro da oltre 4 milioni di euro che ha portato a quantificare, sulla base di campagne di sopralluoghi dedicate, il quantitativo di rifiuto da rimuovere e trasportare: indicativamente circa 5145 tonnellate.

Il materiale è suddiviso nelle seguenti tipologie: lastre intere, rotte e frammenti di lastre stoccate in zone separate dalle macerie (256 tonnellate); piccoli pezzi e manufatti stoccati in zone separate dalle macerie (240 tonnellate) suddivisi in 60 cisterne per acqua, 25 canne fumarie, 30 tubazioni, due casette per animali; cumulo macerie frammiste ad amianto (3877 tonnellate); copertura danneggiata (772 tonnellate).

Ad esempio si opererà all’ex campo di concentramento di Fossoli dove sono state individuate, all'interno del cantiere diverse tubazioni e canne fumarie, ancora da smontare e da accatastare in una sola zona. Sono invece 5 gli interventi “in quota” previsti a Cavezzo mentre a Finale si lavorerà anche nella golena del canale Diversivo e alla Bellentani in cui è prevista la bonifica completa. A Mirandola, oltre a diverse strutture agricole (in totale sono 19), ci sarà un’importante azione anche sul capannone di Mortizzuolo di Roberto Menga, tra i più danneggiati e al centro di numerose rimostranze. Altri interventi sono preventivati a Novi (2), San Possidonio (2), Ravarino (1) e San Felice (2) tra cui una piccola azienda agricola nei pressi del cimitero di via Canalino. Sempre a San Felice, negli interventi a terra, si provvederà a smaltire bidoni e amianto tra via Marzanella a Rivara, cumuli in via Borgo e sacconi non lontano dalle vecchie scuole di Dogaro. Stessa strategia che sarà adottata anche a Mirandola mentre Finale attende il trasporto nella discarica della Rieco anche del cemento rimasto nel piazzale del centro sportivo e le conseguenze dell’abbattimento degli spogliatoi del campo Robinson. Ma un po’ tutta la Bassa è costellata di piccole discariche a cielo aperto che andranno sanate non appena il nuovo servizio di smaltimento e trasporto andrà a regime.

@francescodondi

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