«Ue deve fermare i traffici di schifezze alimentari»

«Frontiere aperte per formaggi senza latte, prosciutti e pomodori fasulli spacciati per italiani che costringono i nostri produttori a chiudere le aziende»

C'erano anche gli agricoltori modenesi con quelli dell’Emilia Romagna tra le migliaia della Coldiretti provenienti da tutte le regioni italiane che ieri si sono schierati con bandiere e trattori al valico del Brennero per denunciare gli effetti dei ritardi e delle omissioni dell’Unione Europea. La protesta è stata caratterizzata anche da violenze e scontri di cui sono rimasti vittime poliziotti, violenze subito condannate da Coldiretti. L’Ue è sotto accusa perché di fatto favorisce le speculazioni che stanno provocando l’abbandono delle campagne con effetti irreversibili sull’occupazione, sull’economia e sull’ambiente. Il campo base era nell'area di parcheggio “Brennero” al km 1 dell'autostrada in direzione sud Austria- Italia: gli agricoltori hanno controllato autobotti, container, camion frigo per verificate e smarcherare, dice Coldiretti «il finto Made in Italy, dai prosciutti ai pomodori, ai prodotti ortofrutticoli, ma anche il commercio di surrogati e sottoprodotti che abbassano la qualità, come le polveri di latte e le cagliate da utilizzare per fare formaggi Made in Italy al posto del latte vero senza indicazioni in etichetta». Coldiretti accusa ancora «una Europa che chiude le frontiere ai profughi e le spalanca ai traffici di ogni tipo di schifezza alimentare, sulle quali si fanno affari a danno degli agricoltori e dei consumatori». In assenza di regole sulla provenienza e sulle caratteristiche dei prodotti, la concorrenza sleale è insostenibile con prezzi riconosciuti agli agricoltori che sono scesi al di sotto dei costi di produzione e la drammatica chiusura delle aziende e senza alcun beneficio per i consumatori.

Sono bastate poche ore agli agricoltori al Brennero per scoprire di tutto: dal latte austriaco diretto a La Spezia, ai porri e altre verdure provenienti addirittura dalla Svezia e destinate a una cooperativa in provincia di Bergamo. Come dire che i prodotti che si coltivano sotto il sole d'Italia arrivano dalla Scandinavia. In pratica «i produttori di Coldiretti, affiancati da Polizia, Guardia di Finanza e Carabinieri dei Nas - ha detto Coldiretti - hanno ispezionato decine di camion in transito al Brennero per portare in Italia prodotti dall'estero, pronti a diventare italiani. Dalle cagliate con i colori della bandiera italiana dirette in Puglia per essere trasformate in mozzarelle, alle pancette fresche, con il marchio sbiadito, destinate a una industria di salumi nel Veronese, pronte ad essere stagionate per diventare italiane. Nella circostanza, il carico di pancetta è stato posto sotto vincolo sanitario dai Nas che hanno effettuato il controllo».

Un dossier presentato da Coldiretti in occasione del presidio al Brennero, denuncia che «dalle frontiere italiane passano ogni giorno 3,5 milioni di litri di latte sterile, ma anche concentrati, cagliate, semilavorati e polveri per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all'insaputa dei consumatori». Secondo il dossier, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta.

«In Italia le poco più di 35.000 stalle sopravvissute hanno prodotto nel 2014 circa 110 milioni di quintali di latte mentre sono circa 86 milioni di quintali le importazioni di latte equivalente - continua Coldiretti - Per ogni milione di quintale di latte importato in più, scompaiono 17mila mucche e 1200 occupati in agricoltura. E la situazione sta precipitando nel 2015 con il prezzo riconosciuto agli allevatori che non copre neanche i costi di produzione. L'impatto negativo è anche sulla sicurezza alimentare. Nell'ultimo anno hanno addirittura superato il milione di quintali le cosiddette cagliate importate dall'estero, che ora rappresentano circa 10 milioni di quintali equivalenti di latte pari al 10 per cento dell'intera produzione italiana. Sono prelavorati industriali che vengono soprattutto dall'Est Europa e consentono di produrre mozzarelle e formaggi di bassa qualità».

In contemporanea al presidio degli agricoltori al Brennero, si è svolta un'altra iniziativa con la mobilitazione dei giovani agricoltori della Coldiretti che a Bruxelles, in occasione del vertice straordinario dei ministri europei dell'agricoltura, hanno mostrato «le tante schifezze spacciate come Made in Italy – ha concluso Coldiretti - per chiedere un impegno più forte dell’Unione Europea». A Bruxelles i giovani agricoltori Coldiretti hanno consegnato ieri mattina sacchi di polvere di latte, cagliate, imitazioni di prodotti italiani tipici all'ambasciatore Stefano Sannino della Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea a Rue du Marteau, dove è intervenuto il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo insieme al ministro delle politiche agricole Maurizio Martina.

Aggiunge ancora Coldiretti: «La Commissione Europea vuole imporre all'Italia di produrre "formaggi senza latte" ottenuti con la polvere, quindi con il rischio di fare sparire 487 formaggi tradizionali censiti dalle Regioni italiane e ottenuti secondo metodi mantenuti inalterati nel tempo da generazioni».