Da Modena a Panama, il ristorante cambia la vita

Gabriele Lanzi e Prisca Ganassi hanno lasciato le loro attività in città per volare oltreoceano con le rispettive famiglie: «Felici ed orgogliosi di questa scelta»

Un viaggio di sola andata, partire e non tornare. Cosa spinge un nostro connazionale ad abbandonare la propria quotidianità e traferirsi in pianta stabile in un altro continente? Due modenesi raccontano la loro esperienza di vita: Gabriele Lanzi, ex socio dello storico locale Red Lion Pub, e Prisca Ganassi collaboratrice di una scuola di danza modenese. Storie diverse e realtà a confronto. Seppur non conoscendosi, vivono entrambi a Panama con le loro famiglie alla ricerca di una nuova serenità a migliaia di chilometri da Modena.

Scelta di... vita. «Io e la mia compagna Chantal - racconta Gabriele - d'estate per molti anni abbiamo lavorato in uno stabilimento balneare a Marina di Ravenna, in inverno quindi, eravamo liberi di visitare paesi lontani, sino a quando è nato in noi il desiderio di provare a cambiare il nostro stile di vita, sfruttando le nostre esperienze lavorative e ricercando il contatto con la natura, lontani dalla vita frenetica. Un amico ci parlò di Panama, tanto da invogliarci ad acquisire informazioni, studiare un itinerario e partire. Siamo rimasti affascinati dalla natura rigogliosa di questo luogo, specialmente nella provincia del Chiriquí: coltivazioni, allevamenti, verdi colline, spiagge e tramonti indimenticabili. Così abbiamo acquistato un lotto di terra, ci siamo fermati nel paesino di Las Lajas ed è nato il “Naturalmente Boutique” Bungalows y Restaurante Mediterraneo. Burocraticamente non è stato sempre tutto semplice.

I primi due anni sono stati difficili, non nego che in alcuni momenti avrei voluto lasciar perdere, soprattutto all’inizio quando i problemi prevalevano sugli aspetti positivi. Ad esempio è difficile trovare persone locali che abbiano competenza lavorativa in ogni settore, poi con il tempo riesci a scovare collaboratori validi, che si impegnano e cercano di fare il loro lavoro al meglio». Un 'oasi di tranquillità in mezzo al verde, i bungalows sono stati costruiti nel rispetto del paesaggio circostante con standard eco-sostenibili, le materie prime provengono dall'orto dei proprietari o direttamente dall'associazione “lo Tuyo” che si occupa di educazione ambientale ed agricoltura sostenibile a Panama.

Stile di... vita. «C'è tolleranza per le attività nate da poco in questo Paese - continua Gabriele - esistono dei trattati d'amicizia Italia - Panama che ti permettono di avere la residenza e permessi di lavoro in tempi rapidi e con cifre abbordabili. Il costo della vita è ragionevole, l’economia e il turismo sono in crescita, la gente del luogo vede di buon occhio gli stranieri che provano a dare servizi alla comunità. Noi siamo arrivati in questo luogo in punta di piedi, con umiltà e nel rispetto della cultura locale, ma non ci saremmo mai aspettati di cominciare a lavorare sin da subito, conquistando la clientela autoctona e nei mesi di alta stagione anche il turismo, che anno dopo anno è in aumento. Oggi siamo felici ed orgogliosi dei tanti sacrifici fatti, il tutto per far crescere il nostro piccolo sogno».

Voglia di... vita. A quasi trecento chilometri dal “Naturalmente Boutiques” sull'altro versante di Panama un'altra modenese, Prisca, da qualche anno si è trasferita in pianta stabile con marito e figli a Farallon, ed ha aperto un locale il “Cosa Nostra”, direttamente sulla magnifica spiaggia di Playa Bianca. «Un desiderio che accomunava sia me che mio marito, era quello di voler a tutti i costi riunire la famiglia - confida Prisca - lui prima di trasferirci qui, faceva il trasfertista e rimaneva almeno otto mesi all'anno lontano da casa, io collaboravo professionalmente con una scuola di danza la Female Art Studio di Modena. Abbiamo deciso di andarcene dall'Italia, scegliendo Panama come meta, cambiando le nostre vite e mettendoci in gioco, riunendo e riscoprendo la nostra famiglia lontano da tutto e tutti.

Dall’altra parte del mondo. Qualsiasi turista può arrivare sull'isola ed aprire un'attività senza grossi problemi, burocraticamente non abbiamo trovato molti limiti, ma almeno per quanto riguarda la nostra esperienza, non è stato facile far apprezzare la nostra cucina italiana ed emiliana qui a Panama, abbiamo dovuto rivedere la politica interna del locale, ed oggi cerchiamo quindi di offrire ai clienti quello che definiscono “fonda” ossia il nostro self-service, un cibo più umile e variegato, che abbraccia i tradizionali piatti tipici italiani, e certamente, più alla portata di tutti. La nostra clientela infatti non rappresentata un “target alto”, probabilmente dovuto al fatto che il nostro ristorante è ubicato direttamente sulla spiaggia, non in città. A noi però va benissimo, poiché il nostro sogno non era avviare un’attività super fruttuosa, l'aspetto per noi fondamentale era quello di riunire la famiglia, vivere in serenità e dare un vantaggio ai nostri figli, vivendo in un luogo incontaminato».

Sogno di una... vita. Il ristorante di Prisca e la sua famiglia ha un’ampia terrazza che si affaccia direttamente sull'Oceano Pacifico, da cui si possono contemplare bellissimi tramonti sulla spiaggia. La loro cucina è un mix fusion tra piatti della tradizione italiana (pasta fresca e pizza) e cibo cucinato con materie prime locali, incontrando così le differenti richieste culinarie non solo dei turisti, ma anche della popolazione panamense.

«Per i miei figli - conclude Prisca - credo di aver fatto la scelta migliore; loro sanno viaggiare, si adattano a differenti situazioni, parlano perfettamente tre lingue, è un’opportunità importante. Certo non nego che mi manca Modena, le mie amiche e le mie abitudini, ma posso ammettere che il nostro sogno qui a Panama è stato realizzato con tanta fatica e lacrime, a volte. Essere a Panama noi quattro, aiutandoci l'un l'altro, combattendo le nostre battaglie insieme, ogni giorno… è l'aspetto che amo di più».

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