M5S e rendicontazione, Gibertoni sotto accusa

Nel raduno nazionale di Imola si è parlato della trasparenza sui conti degli eletti La capogruppo criticata per le poche informazioni on line e l’assenza nei dibattiti

A Imola, il popolo del Movimento 5 Stelle si è ritrovato per il weekend di raduno nazionale. Ma tra dibattiti, spiegazioni dell’attività svolta in parlamento, nei consigli regionali e comunali ha tenuto banco anche un tema che a Modena, così come in diverse altre province del nord, sta facendo discutere gli attivisti. Si è parlato infatti di rendicontazione e di trasparenza, con la base che ha chiesto direttive univoche, considerate necessarie per non confondersi con altri politici. I parlamentari hanno già oliato il meccanismo, mettendo a disposizione gran parte della loro retribuzione, destinata ad un fondo per il microcredito che ha superato i 10 milioni di euro, con i due deputati geminiani, Michele Dell’Orco e Vittorio Ferraresi che vantano la restituzione di oltre 80mila euro a testa. Ma più si scende nella scala gerarchica istituzionale, più le difficoltà di interpretare le rendicontazioni. È il caso, ad esempio, di quanto sta avvenendo in Regione, dove il Movimento vanta cinque consiglieri, compresa la capogruppo Giulia Gibertoni. Tutti hanno il vincolo dei 5mila euro lordi di stipendio mentre i soldi in eccesso dovranno finire - in Emilia non è ancora stato attivato - in un analogo fondo per il microcredito alle imprese.

Proprio sulla Gibertoni si sono concentrate le attenzioni degli attivisti, assidui frequentatori del meetup di Modena (il forum dove gli attivisti si confrontano e discutono lontano da occhi indiscreti) a cui la portavoce a Bologna non partecipa da tempo. C’è chi racconta di numerosi tentativi di confronto sempre disattesi e proprio le difficoltà comunicative con la base hanno aumentato il disagio. E quando i rapporti si raffreddano ecco che le antenne si drizzano per cercare situazioni anomale.

Emerge quindi che sul sito della trasparenza dei cinque consiglieri regionali (www.emiliaromagna5stelle.org/trasparenza-2/) le rendicontazioni di giugno e luglio sono uguali. Non c’è conferma si tratti di un copia-incolla ma appare quanto mai strano che, ad esempio, il costo dei pasti sia pedissequamente identico. A ciò si aggiunge la curiosità nella grande disparità di accantonamenti per il Tfr - la Gibertoni comanda la classifica con 1650 euro mensili al pari di Raffaella Sensoli - e i 400 euro mensili per la copertura legale. Ma la tabella di rendicontazione si ferma qui: mancano gli scontrini relativi a spese di viaggio e ciò che ora viene catalogato come “altre spese”, che invece gli espulsi Giovanni Favia e Andrea Defranceschi erano soliti diffondere. Una situazione analoga a quanto avviene anche fuori dall'Emilia Romagna e che a Imola è stata affrontata, decidendo di ispirarsi al meccanismo attivo in Friuli.

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