Lo sparatore di Rolo: «Li ho visti, ho urlato e mi hanno insultato Poi ho preso l’arma»

Parla Giacomino Mambrini che ha messo in fuga i malviventi «So quel che faccio, ho esploso i colpi solo per spaventarli»

NOVI. È di questi giorni la notizia di un pensionato 65enne di Milano, indagato per omicidio volontario per aver ucciso un ladro che si era introdotto in casa sua.

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Ma Giacomino Mambrini, pensionato di 65 anni di Rolo, nonostante abbia sparato due colpi di pistola contro la banda di ladri (tra cui il nomade novese arrestato) che stava rubando le slot machine nella tabaccheria situata sotto il suo balcone, non ha commesso alcun reato nè dovrà temere denunce per eccesso di legittima difesa. Mambrini ha sparato non per ferire o uccidere ma solo per spaventare i ladri.

A dimostrazione di ciò, restano i due fori di proiettile sul tetto del furgone e uno nel cofano motore che ha bucato il radiatore, appiedando di fatto i malviventi.

Questo il racconto del pensionato, che nel 2009 era candidato consigliere nella lista di Pdl-Lega Nord: «Erano le 3.30 quando mi sono svegliato per un frastuono terribile. Tremavano perfino i vetri e nel dormiveglia ho pensato che ci fosse stata una scossa di terremoto. Io ho la camera al terzo piano. Ho alzato piano piano la tapparella e mi sono affacciato al balcone per vedere cosa stesse succedendo. I ladri stavano abbattendo la vetrata a colpi di piccone oltre che con un tombino in ghisa che hanno staccato dalla rete fognaria. Mia moglie, impaurita, era dietro di me. È stato in quel momento che ho visto un furgone bianco e due persone che stavano caricando una slot.

Allora ho gridato: “Cosa state facendo?”. C’era un uomo piazzato sulla curva a gomito di via Roma, intento a guardare la strada che porta al centro di Rolo. Era sicuramente il “palo” della banda che, per nulla intimorito dalle mie urla, mi ha alzato il braccio, insultandomi, e mandandomi a fare in c... Non c’ho più visto. Ho detto a mia moglie di chiamare il 112 e poi sono andato a prendere la mia Smith&Wesson calibro 357, che detengo regolarmente avendo il porto d’armi. Dopodichè, stando ben attento nonostante l’oscurità a non colpire delle persone, ho sparato sul tetto e sul cofano del furgone. Pochi istanti dopo è arrivata una pattuglia dei carabinieri di Fabbrico che si è subito prodigata a inseguire i ladri».

«Sono stati momenti concitati – aggiunge Mambrini – C’è stato un fuggi fuggi generale ma uno di loro è stato bloccato e arrestato dal provvidenziale intervento dei carabinieri».

Mambrini ha da sempre la passione delle armi. Quando era in età di servizio militare aveva fatto domanda per enrtare nei carabinieri. Fu accolta. Avrebbe dovuto entrare alla scuola allievi di Fossano (Torino) ma aveva già la fidanzata, poi diventata sua moglie, incinta e quindi ha dovuto cambiare il suo progetto di vita.

Il furgone Fiat Ducato era stato rubato a Novi ed è stato posto sotto sequestro dai carabinieri di Fabbrico. Le indagini per individuare i complici dell’arrestato proseguono anche con il supporto del comando di Guastalla e di Carpi.

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