Balsamico, tagli del 60% per il prodotto di qualità

Terremoto nel mondo del balsamico dopo l’assemblea di poche sere fa in cui i produttori sono stati informati dei tagli alla produzione. Anzi, per essere più esatti, delle percentuali di prelievo di...

Terremoto nel mondo del balsamico dopo l’assemblea di poche sere fa in cui i produttori sono stati informati dei tagli alla produzione. Anzi, per essere più esatti, delle percentuali di prelievo di aceto che ha già raggiunto le condizioni di invecchiamento e i requisiti organolettici per la vendita come aceto balsamico tradizionale.

Tradotto in cifre questo significa che il taglio secco è almeno del 60% e c’è già chi ha cominciato a fare i conti sulle conseguenze economiche del settore e del comprensorio.

Ad esempio il Consorzio Abtm (Aceto Balsamico Tradizionale di Modena), al posto delle 45 mila confezioni realizzate l’anno scorso, con la caratteristica bottiglia disegnata da Giugiaro e la caratteristica etichetta, ne potranno commercializzare solo 18 mila. E questo nell’ipotesi più ottimistica perché altri danno cifre ancora più risicate.

«Lo scontento di molti produttori è altissimo - dice Andrea Galeotto, direttore Abtm - , queste decisioni prese senza coinvolgere nessuno creano un gigantesco danno economico. Le conseguenze saranno enormi sia per chi lavora nel settore che per l’indotto, dal turismo all’agroalimentare tipico delle nostre zone. Basti dire che, solo per quanto riguarda i visitatori arrivati dall’Italia e dall’estero, in un’acetaia sono stati registrati 4000 visitatori e in un altra 12 mila».

Ma se i primi contraccolpi arriveranno con il “turismo balsamico” è l’intero settore del balsamico di alta qualità a soffrirne. Decenni di battaglie legali tra i produttori, divisi tra qualità e quantità, con relative guerre di carta bollata tra Modena, Bologna e Roma, sembravano alle spalle. Invece il Cermet, l’organo di certificazione che in Emilia Romagna rappresenta il Ministero dell’Agricoltura, ha spedito le nuove regole nella capitale a giugno, e nessuno ha saputo nulla. Sino a tre giorni fa. (s.c.)