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Appartamenti troppo cari Speculazione bocciata

Finale. Sei alloggi per i terremotati offerti a prezzi ben oltre il valore di mercato Il consiglio comunale dice no, salta l’operazione regionale da 1,7 milioni di euro

FINALE. Sei appartamenti di via Libero Borsari, nel quartiere dei supermercati, da comprare a 924mila euro e da destinare ai terremotati che ancora non hanno potuto fare rientro nelle loro abitazioni. Ma il prezzo al metro quadrato - 1597,99 Iva esclusa - è considerato talmente sproporzionato rispetto alle quotazioni di mercato degli immobili locali, che il consiglio comunale, dopo una discussione durata due giorni, decide di bocciare l’operazione. E a farne le spese sono altre due imprese ( ...

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FINALE. Sei appartamenti di via Libero Borsari, nel quartiere dei supermercati, da comprare a 924mila euro e da destinare ai terremotati che ancora non hanno potuto fare rientro nelle loro abitazioni. Ma il prezzo al metro quadrato - 1597,99 Iva esclusa - è considerato talmente sproporzionato rispetto alle quotazioni di mercato degli immobili locali, che il consiglio comunale, dopo una discussione durata due giorni, decide di bocciare l’operazione. E a farne le spese sono altre due imprese (Acea Costruzioni e General Edil) che avevano ottenuto il nullaosta per cedere rispettivamente cinque alloggi a Massa, in via per Modena 268 (di fronte al bar Riccio) e a Finale, in via Torre Portello 27. Anche la loro compravendita salta, in attesa che - con uno stanziamento regionale sul bilancio 2016 - venga riproposta l’operazione, lanciata a fine 2012 e giunta quasi a compimento nei giorni scorsi.

Allora, hanno spiegato i consiglieri Maurizio Boetti e Maurizio Poletti, la Regione aveva approvato 15 manifestazione d’interesse finalesi per la vendita di immobili. A seguire una commissione ad hoc ha valutato le varie proposte, ritenendo accettabili soltanto quelle di Acea, General Edil e immobiliare Trinacria. Ma se per i cinque alloggi di Acea il prezzo fissato è di 1162,5 euro al metro quadrato (432mila euro di costo complessivo) e per i tre di General Edil si va a 1331,2 euro al metro (247mila il prezzo fissato), Trinacria ha visto schizzare la quotazione a 1597,99 euro al metro. Troppo, sia secondo le minoranze che per la maggioranza in consiglio. E non è bastato il tentativo di una funzionaria comunale di garantire sulla legittimità degli atti dopo la prima sospensione del consiglio di lunedì, perché anche martedì le perplessità sono rimaste sul costo degli immobili come ha ben sintetizzato Claudio Baldini (Pd): «Trovo non sia corretto usare fondi pubblici in questo modo. Ci sono immobili abbastanza ben pagati e vorrei sapere perché. Cosa ha portato la commissione a valutare positivamente l’offerta di Trinacria e magari non le altre pervenute? Senza queste spiegazioni si va ad offuscare un’operazione molto utile per la comunità. Conosciamo le quotazioni degli immobili a Finale, con questa compravendita siamo oltre».

Ecco quindi che al momento di votare la maggioranza si astiene, la minoranza si dice contraria e l’acquisto dei 14 alloggi, finanziati con 1,7 milioni dalla Regione, salta. Serviranno specifiche più dettagliate sulle scelte effettuate da una commissione regionale a cui il Comune si è semplicemente adeguato. Le fila dell’operazione sono infatti state guidate dall’Acer, che aveva ricevuto l’incarico dal municipio per organizzare il programma “abitazioni per gli sfollati”. (fd)