Iwa, un’associazione di donne che si batte per l’integrazione

«Il motto cittadino è “Avia Pervia” cioè "rendere facili le cose difficili". Questo è anche il nostro obiettivo: semplificare l'insediamento delle donne straniere a Modena». Così Simone Zaminer,...

«Il motto cittadino è “Avia Pervia” cioè "rendere facili le cose difficili". Questo è anche il nostro obiettivo: semplificare l'insediamento delle donne straniere a Modena». Così Simone Zaminer, presidente dell'Iwa Modena (International women's association) durante l'incontro avvenuto ieri col sindaco. «Modena è una città aperta -ha sottolineato Gian Carlo Muzzarelli- che accoglie e rispetta le diversità. Il senso profondo della comunità è stare insieme e quest'associazione è un esempio di come in questi anni si sia cercato di lavorare in questo senso». L'organizzazione, tutta al femminile, è stata fondata lo scorso dicembre da un piccolo gruppo di amiche di nazionalità tedesca, residenti a Modena. «Quando abbiamo ufficializzato l'Iwa -ha raccontato Zaminer- eravamo in 15. Ora la nostra organizzazione conta più di 60 socie». Le socie di Iwa Modena provengono da 18 Paesi diversi: Germania, Italia, Stati Uniti e Regno Unito, sono le nazioni più rappresentate. Sono presenti anche donne provenienti da Svezia, Canada, Danimarca, Australia, Belgio, Bielorussia, Grecia, India, Corea, Malesia, Malta, Palestina, Spagna e Venezuela. «Lo scopo principale -ha ribadito la presidente- è l'accoglienza e l'integrazione delle donne straniere che vivono in città, ma l'associazione è aperta anche alle italiane che hanno una visione internazionale». Le attività svolte dall'Iwa sono di varia natura: pause caffè, aperitivi, lezioni di cucina italiana, lezioni di yoga in inglese e gruppi di gioco per mamme e bambini. Sono tutte finalizzate al supporto delle donne straniere nella gestione della vita quotidiana, in una città diversa da quella di origine.

E il "Welcome book" (Manuale di benvenuto) scritto dalle componenti dell'associazione, è un ulteriore esempio di questa finalità. «Suddiviso in otto capitoli -ha spiegato Katrin Gövert, vicepresidente Iwa- il "libro dell'accoglienza"contiene informazioni utili per le donne che non conoscono la città. Al suo interno ci sono indicazioni pratiche riguardanti il sistema scolastico, l'accesso alle cure mediche, le possibilità di lavoro e tutte le attività che si possono svolgere nel tempo libero. Questa versione non è definitiva: è un manuale in divenire. Tutte le esperienze che facciamo sono momenti importanti da condividere con altre donne».

Martina Stocco