Un attivista M5S di Modena denuncia i consiglieri «Mi diffamano»

Domenico Flotta (Quartiere 2) contro tre esponenti di spicco Querela ai portavoce Gianaroli, Rutigliano e Valmori

MODENA Volano gli stracci nel Movimento 5 Stelle di Modena e dopo la dura contestazione a Giulia Gibertoni, firmata da numerose liste certificate della provincia, ora arrivano anche le querele. A depositarla, parlando di “diffamazione”, è Domenico Flotta, portavoce dei pentastellati nel Consiglio di Quartiere 2 (Crocetta - S. Lazzaro - Modena Est) di Modena. E la querela è contro tre attivisti di spicco: i consiglieri comunali dei 5 Stelle a Sassuolo e Castelvetro, Silvano Rutigliano e Filippo Gianaroli e Carlo Valmori, attivista di Finale e segretario del deputato Vittorio Ferraresi.

Alla base dello scontro frontale ci sono frasi e accuse che Flotta considera lesive della propria reputazione e che ha denunciato ai carabinieri. Gianaroli è accusato di aver sparso voci diffamatorie, facendo riferimento anche a “frequentazioni mafiose” dell’attivista modenese, il cui certificato di carichi pendenti non racconta di procedimenti che lo vedono coinvolto. Gianaroli, stando a quanto denunciato da Domenico Flotta, lo avrebbe accusato di far parte della cosca dei Casalesi per cui era indagato. Le voci si sono via via ampliate, diventando anche oggetto di un paio di incontri in cui Silvano Rutigliano e Carlo Valmori avrebbero chiesto l’allontanamento dal Movimento 5 Stelle del portavoce di Quartiere 2.

Il chiacchiericcio è quindi diventato di dominio pubblico tra gli attivisti modenesi e non a caso almeno un paio di persone, che Flotta cita come possibili testimoni, gli avrebbero chiesto conto della situazione, parlando di voci che lo davano per “infiltrato nelle cooperative e indagato dalla Direzione investigativa antimafia”.

«Valmori, Rutigliano e Gianaroli - denuncia Flotta - si sono sempre nascosti dietro l’immunità politica per spargere queste voci».

Si scopre poi che il sassolese Rutigliano era già stato raggiunto da una diffida funzionale a placare la diffamazione e che a maggio era già stato denunciato una prima volta.

Se il magistrato a cui sarà affidato il caso deciderà, lo scontro interno ai 5 Stelle di Modena potrebbe quindi arrivare nelle aule di tribunale, ma già di per sé fotografa la situazione che sta attraversando il Movimento in provincia. Le discussioni sui social network sono infatti tuttora aspre e la lettera di sfiducia (diffusa preventivamente alla stampa) nei confronti di Giulia Gibertoni, letta durante il Regionando Tour, rischia di avere pesanti strascichi visto che le fazioni sono divise e al momento non sembra esserci un pacificatore in grado di riportare le fazioni ad una pax temporanea.

Francesco Dondi