Amianto nell’acqua, da Modena parte l’offensiva nazionale

I 5 Stelle chiedono l’analisi delle tubature dell’acquedotto «Picco di patologie gastrointestinali a causa delle fibre»

Un convegno nazionale, necessario ad offrire una panoramica scientifica sull’amianto negli acquedotti e nell’ambiente. È quello che ha organizzato, alla palazzina Puccini, l’Osservatorio nazionale sull’amianto (Ona), in collaborazione con il Movimento 5 Stelle di Modena. Un tema, quello delle fibre d’amianto, che in terra geminiana ha ancora importanti fronti aperti: la rotatoria di via Emilia est in cui sono state interrate tonnellate di amianto, oppure le condutture dell’acquedotto a Carpi o l’esposto sulle coperture in eternit alla festa del Pd di Ponte Alto, tolte in parte e diventate oggetto di un esposto di un rappresentante Ona. Ma sono 72 i siti pubblici o privati aperti al pubblico ancora contaminati da amianto. Lo rileva l’ultima segnalazione della Regione, datata 15 giugno. Da allora qualcosa è stato fatto - vedi l’inizio della bonifica dell’ex stabilimento Bellentani a Finale - ma questa resta la fotografia modenese.

Tornando invece all’amianto negli acquedotti, l’Ona, rappresentata dal suo presidente Ezio Bonanni, ha presentato nuovi report. I dati epidemiologici raccolti a livello nazionale fanno emergere «una più alta incidenza di patologie gastrointestinali e delle vie biliari tra i lavoratori esposti ad amianto e tra i cittadini che hanno ingerito amianto disciolto nell’acqua. L’Ona ha riscontrato una più alta incidenza anche di tumori delle vie biliari tra coloro che sono stati esposti, ovvero hanno ingerito amianto - dichiara Bonanni- e pertanto il convegno di Modena ha permesso all’associazione di iniziare a rendere pubblici dei dati che saranno poi presentati su base nazionale e riferiti a tutte le patologie. Insistiamo affinché vi sia la rimozione dei materiali contenenti amianto. Deve accadere in tutti gli edifici pubblici ed i luoghi di lavoro, ma anche dalle tubature degli acquedotti. Questi risultati porrebbero fine ad una vera e propria epidemia».

E il Movimento 5 Stelle si farà portavoce dell’istanza a Modena, come spiega il consigliere comunale Elisabetta Scardozzi. «Si intende presentare un ordine del giorno per effettuare analisi dell’acqua, dell’acquedotto pubblico e delle tubature per verificare le concentrazioni di fibre di amianto e valutare il reale stato di conservazione dell'acquedotto modenese». (fd)