Slot machine in provincia di Modena, l’azzardo è in Appennino

Le slot machine sono ancora molto diffuse nel modenese

Nei piccoli centri montani la densità di videopoker è più alta. Modena a metà classifica e Polinago è l’unico Comune “free”

MODENA. Ricevitorie, sale bingo, bar, agenzie di scommesse: nel Modenese sono 932 gli esercizi autorizzati ad installare videoslot e lotterie istantanee, di fatto una licenza ogni 753 abitanti. Un business milionario, che in Emilia Romagna appare in calo - si è passati dai 4,5 miliardi giocati nel 2012 ai 4,3 del 2014 - ma resta tuttora una delle fonti primarie di incassi statali tanto che nel triennio la spesa media del giocatore “balla” tra gli 880 e i 929 euro, che fanno della nostra regione la terza in Italia, alle spalle soltanto di Lombardia e Lazio. Lo racconta il “Libro Blu” dell’Agenzia dei Monopoli, che la Gazzetta, il gruppo Finegil, con la collaborazione di Dataninja.it, ha sviluppato e analizzato.

Modena garantisce un sostanzioso contributo alla raccolta economica dei monopoli di Stato, ma i dati del 2015, relativi alle licenze rinnovate o autorizzate dall’Agenzia nazionale, offrono diverse curiosità rispetto al credo comune. Certo, la città ha un numero di luoghi deputati all’azzardo che non ha eguali: 249 locali dove è possibile giocare alle slot machines o alle video lottery. Nella classifica delle licenze, il capoluogo vince per distacco rispetto agli altri due maxi centri: Carpi è al secondo posto con 84 autorizzazioni, seguito a breve distanza da Sassuolo, che si attesta a quota 79. Poi c’è un nutrito gruppone, che va da Vignola (39) a Mirandola (28): centri di dimensioni medio grandi, compresi tra 15728 residenti di Finale (29 concessioni) e i 34272 di Formigine (38 concessioni).

VINCE L’APPENNINO

Potrebbe apparire un azzardo, ma è la montagna a guadagnarsi la palma della più propensa ad offrire il gioco d’azzardo. Lo conferma il rapporto tra popolazione e esercizi autorizzati ad installare videoslot e vlt. Certo, l’Appennino ha paesi piccoli dove il bar resta tuttora un centro di aggregazione fondamentale e almeno un paio di locali di ritrovo vanno quantomeno annoverati in ogni località. Ecco allora che Pievepelago, con le sue cinque concessioni e i 2235 abitanti, è anche il paese con la maggior densità di slot, una licenza ogni 447 persone. Seguono a stretto giro di vite Montese (7 licenze) e Frassinoro (4) mentre ai piedi del podio si attesta Montecreto con i suoi due centri di gioco e 976 residenti. Nei primi dodici posti della classifica ci sono anche Montefiorino (decimo), Lama Mocogno (undicesimo) e Pavullo. Va comunque detto, anche perché non esistono dati pubblici al riguardo, che la maggior densità di slot significhi anche una maggiore propensione al gioco.

LA ZONA DEL TERREMOTO

San Felice, con le sue 21 autorizzazioni e i 10964 abitanti, è il centro della Bassa con il principale rapporto tra licenze e residenti, che lo proiettano all’ottavo posto assoluto, seguito da Finale, che di eserciti autorizzati ne conta ben 29. San Possidonio, il primo Comune a votare la riduzione del dimezzamento della Tari per i locali che rinunciano ai videopoker, conta ancora sei licenze mentre Mirandola è piuttosto attardata, un vanto per chi considera le videoslot un problema piuttosto che una risorsa. Discorso simile vale per Formigine e Castelfranco, cittadine molto popolose ma con pochi punti gioco.

COMUNI FREE SLOT O QUASI

Polinago è l’unico paese del modenese che non ha licenze ufficiali e quindi non offre alcuna opportunità di gioco ai propri cittadini. Riolunato ne ha appena uno mentre a quota due si attestano centri piccolini come Montecreto, Fiumalbo e Fanano. Discorso un po’ a parte per Guiglia che ha quasi 4mila residenti ma ha soltanto due centri che ospitano slot machines, un dato che le permette di essere il paese con la minor densità tra popolazione e videoslot (una ogni 1987 cittadini). Quoto molto positivo anche a San Prospero (1471), Castelvetro (1130) e Soliera (1100).