L’ingegnere di Modena che fa parlare i disabili

Le invenzioni, i software e la onlus di Simone Soria offrono una nuova vita col pc

MODENA È sempre emozionante raccontare la storia di chi, dal buio in cui la vita l’ha confinato fin dalla nascita, a causa di una grave disabilità motoria e verbale, riesce invece crescendo a rivedere la luce e ad irradiarla su chi, come lui, è affetto dalle medesime problematiche. Questa la storia di Simone Soria, modenese nato con una tetraparesi spastica gravissima, e grazie alla passione per il computer e ad ausili informatici di sua stessa invenzione, non solo ha trovato un modo per comunicare con il mondo, laureandosi in ingegneria informatica nel 2004, ma ha saputo dare al mondo intero la stessa possibilità.

Aida, l'associazione che fa parlare i disabili

Ha creato una Onlus a Soliera che oggi è punto di riferimento per tutti coloro che versano in condizioni di forte disabilità. Ed è proprio presso i locali di Aida ( Ausili informatici per disabili ed anziani) che ci accolgono i “tre moschettieri” responsabili dell’associazione: Simone, presidente e “direttore d’orchestra” come viene affettuosamente chiamato dagli altri due suoi collaboratori, Michael e Gionathan. Il quarto “moschettiere” invece, è Eri Ueno, moglie giapponese dell’Ingegner Soria, la cui storia ha suscitato l’interesse di “Un giapponese nel mondo”, programma televisivo del network del Sol levante “Tv Tokio”.

Grazie agli ausili informatici che ideiamo e realizziamo presso la nostra associazione - precisa Michael, responsabile contabile e amministrativo di Aida - siamo riusciti ad aiutare più di 400 persone disabili sia in Italia che all’Estero, ad affrontare la vita, a comunicare, a studiare e a rendersi autonomi».

«Offriamo consulenze qui a Soliera o andando presso i loro domicili, a famiglie che hanno ragazzi disabili - continua Gionathan, responsabile tecnico della Onlus- alcuni di loro con disabilità anche molto gravi, quali l’incapacità di camminare, di muovere le mani e di parlare. I genitori si rivolgono a noi perché impossibilitati a comunicare con loro, così come alcuni insegnanti che non riescono ad integrarli nei percorsi scolastici. Grazie agli strumenti di cui disponiamo invece, troviamo insieme una soluzione».

Una soluzione, che Aida traduce nel permettere l’utilizzo di un mezzo di comunicazione d’uso comune come il computer, anche a chi disabile grave a livello motorio, non potrebbe usufruirne. In che modo? Applicando una serie di dispositivi informatici al computer stesso, che sfruttando le potenzialità dei singoli ragazzi, permettono loro di comunicare con il resto del mondo come chiunque altro.

«I nostri software ideati da Soria sulla base della sua esperienza personale- riprende Gionathan- sono tutti personalizzabili sulle capacità di ogni singolo ragazzo, consentono allo stesso di accedere al computer senza dover usare le mani, ma solo grazie a dei piccoli movimenti facciali». «Come Face Mouse - puntualizza Michael - un ausilio adattabile a qualunque movimento del viso, sia esso della testa, del mento o del labbro, che permette ai ragazzi di superare i limiti dati dall’utilizzo della tastiera e del mouse del classico computer».