Droga a Modena, il mercato dei maghrebini e l’erba prodotta in casa

E ora come viene spartito il mercato? Chi sono i colleghi di Giorgio sulla strada, come sono organizzati e quale tipologia di clientela è la più diffusa in città? È lo stesso Giorgio che fa un po’...

MODENA E ora come viene spartito il mercato? Chi sono i colleghi di Giorgio sulla strada, come sono organizzati e quale tipologia di clientela è la più diffusa in città?

È lo stesso Giorgio che fa un po’ il quadro degli addetti ai lavori, senza fornire troppi particolari ma facendo capire quale sia la diffusione del mercato.

« I luoghi rispetto al passato non sono cambiati più di tanto. Intendo i Viali, i quartieri Sacca, Modena Est, Madonnina la zona della stazione oltre a ovviamente il centro, ma ora il monopolio ce lo hanno tutto gli stranieri, solo loro gestiscono direttamente le droghe leggere e si occupano anche di quelle pesanti, queste con un mercato un po’ più frazionato».

«A cavallo tra il 2011 e il 2012 - afferma il trentenne spacciatore - il mercato del piccolo spaccio è stato quasi monopolizzato dai maghrebini, in quanto loro in grado di essere sempre riforniti, specialmente di marijuana, e possono così vendere la loro merce a prezzi stracciati. Alcuni avevano anche produzioni proprie, con le piantine. Producevano erba nei palazzi e nelle cantine, un po' come ora. Zone? Sempre le stesse, Madonnina, Sacca, Modena Est. Se la autoproducono in cantina, soffitta o nelle loro stesse case, ottenendo una qualità decisamente scadente, ma riuscendo a creare grossissime quantità, talvolta usando ammoniaca o addirittura piombo per far aumentare l'effetto di sballo. Se la droga a Modena scarseggia, spesso arrivano carichi da altre città, a volte da Piacenza, principalmente in treno, con uomini che trasportano dei chili. Stando in centro, gli stranieri sono riusciti a sbaragliare la concorrenza, perciò, mentre un tempo gli altri spacciatori andavano dagli stranieri per rifornirsi e rivendere l'erba, ora tutti, ragazzi e non, fanno la fila e vanno solo ed esclusivamente da loro. Sanno che da loro c’è e non hanno bisogno di altre figure. Allora gli spacciatori più piccoli, alcuni anche italiani, non trovando più sbocchi nel mercato dell'erba, hanno cambiato distribuzione di sostanze, concentrandosi principalmente su cocaina e md».

Ma per Giorgio il lavoro comunque non manca, segno che si è creato un buon giro e una rete di giovanissimi clienti che amano fumare.

«I ragazzini di adesso si riforniscono anche da noi - conclude - non dagli spacciatori stranieri. Generalmente chiedono fumo e marijuana, poi ci sono quelli che vogliono fare la serata un po'più particolare che invece domandano cocaina».