Questura, i poliziotti sono “ridotti all’osso”

Gli agenti ultimi arrivati senza le divise nuove: spesso equipaggi con look diversi Auto con le trasmittenti portatili che non vanno: si deve comunicare coi cellulari

«I pantaloni pesanti, quelli un po’ più spessi che ci proteggono dal freddo soprattutto quando facciamo il turno di notte? Dovevano arrivarne due a testa, per permettere un normale ricambio. Invece ne abbiamo uno solo, uno e basta. Per cui dobbiamo organizzarci: se abbiamo lo spazio sufficiente tra un turno e l’altro si fa una corsa in lavanderia poi si “riparte” col pantalone pulito. Sempre però che gli orari dei turni lo permettano...».

È una provocazione? È uno sfogo che prelude a una lunga serie di rimostranze contro questo o quel dirigente?

No. È una semplice constatazione dello stato delle cose. In Questura gli agenti della Volante “volano” tra un turno l’altro in lavanderia. E ciò accade non perchè il pacco dei pantaloni sia stato spedito ad un’altra questura, ma perchè proprio “i rinforzi” non arrivano, un altro paio di pantaloni per ogni agente non c’è e non ci sarà. Sono venuti a mancare i soldi previsti. A furia di tagliare i costi, di effettuare contratti “all’osso” con le ditte fornitrici, dallo Stato viene garantito l’essenziale. Anzi, si stringe la cinghia.

Così come è capitato che non ci siano le nuove divise per gli ultimi arrivati alla Volante a Modena, una decina di agenti. A volte nella stessa “Pantera” ci sono due agenti vestiti in modo diverso: il “poliziotto di città” con la sua bella divisa nuova, più pratica, più agevole arrivata (pure quella con fatica, ma giunta a Modena) e sfoggiata con disinvoltura, e accanto a lui il “poliziotto di campagna”, con la divisa vecchia. E la differenza si nota. Solo una questione di look ad amareggiare i nostri agenti? No. Cambiamo esempio. Le auto delle Volanti. Ogni vettura ha installata una radio, un’apparecchiatura fissa per le comunicazioni, il cosiddetto filo diretto con la centrale. Ogni auto ha, anzi dovrebbe, avere anche due radio portatili, due “ricetrasmittenti”, due “portatili” come vengono chiamate in gergo le apparecchiature che permettono ai due agenti in servizio di comunicare tra loro, con gli altri colleghi e anche con la centrale quando escono dalla vettura, quando entrano in azione, quando di separano. Accade che basta allontanarsi dall’auto, anche di molto poco, e le radio portatili non servono più, non “prendono” il segnale, non trasmettono. Questo, in caso di pericolo è un fatto grave. Impedisce un allarme, una comunicazione strategica. E così gli agenti usano spesso i cellulari. E poi non tutte le auto hanno le radio portatili, per cui accade che di turno in turno i portatili si passano da un equipaggio all’altro. Con le auto nuove, le nuove Seat Leon in arrivo, questo non accadrebbe: radio fissa nuova, le portatili funzionanti, tutta un’altra musica. Le vetture nuove sono in ritardo a causa dello scandalo Volkswagen sulle emissioni, e quelle ora arrivate controllate e a posto sono andate subito nelle città più grandi, Modena aspetterà il suo turno. Proteste, sindacati scatenati e agenti in rivolta? No, perchè non serve. È una situazione non dovuta a negligenze, a intoppi, a colpe di questo o quello. Non si sono soldi. Con la forza della consapevolezza i poliziotti, non solo i modenesi, non stanno a sbattere la testa contro i mulini a vento. Sanno tutti, nessuno escluso, che la situazione è questa perchè queste sono le risorse. Vecchia o rattoppata che sia la divisa è la divisa e quello che conta è l’impegno, il dovere e la dedizione.

Sarà retorico, ma è davvero questa l’arma in più di ogni equipaggio in giro per Modena.