Vignola, in cinquecento alla fiaccolata della Lega Nord

"Credete in Dio o in Allah?": la Lega ha manifestato per le strade del paese rivendicando il rispetto delle tradizioni italiane

VIGNOLA. Un migliaio per gli organizzatori, 400 per la questura, 500 per chi dice di averli contati uno per uno. Al di là dei numeri, la manifestazione dal titolo “Sicuri e liberi a casa nostra”, che la Lega Nord ha organizzato nel tardo pomeriggio di ieri, è stata oggettivamente molto partecipata durante la fiaccolata - corteo che, da via Resistenza, è giunta fino al palco di “piazza Braglia”. Poi, la partecipazione è diminuita durante gli interventi del comizio.
Il tutto si è svolto senza incidenti, sotto l’occhio attento delle forze dell’ordine. Ovviamente, come è noto, questa manifestazione organizzata dalla Lega Nord Emilia faceva riferimento direttamente ai fatti della vigilia dell’Epifania in via Resistenza, dove cinque minorenni vignolesi tra i 16 e i 17 anni sono stati terrorizzati da due tunisini, un marocchino e un albanese che hanno fermato i cinque ragazzini minacciandoli con una pistola scacciacani e hanno poi inscenato una “finta esecuzione stile Isis”, mettendoli in ginocchio e rivolgendo loro la domanda: “Credete in Dio o in Allah?”. Hanno anche esploso alcuni colpi con la scacciacani.


La Lega Nord ha voluto ribadire con questa manifestazione che non c’è posto in Italia per atti del genere. Così, il corteo è partito da via Resistenza con alla testa un gruppo di Reggio Emilia che esponeva un lenzuolo con la scritta “Stop immigrati a Reggio” (poi questo gruppo è passato qualche fila più indietro), quindi, durante il tragitto, sono stati intonati alcuni slogan, del tipo “Alfano scafista sei il primo della lista”, “Padania cristiana mai musulmana”, “Clandestini fuori dai confini”, “Clandestini a casa da Boldrini”, “Più Salvini meno clandestini”.
Diversi cittadini hanno assistito dai balconi, qualcuno ha anche applaudito, altri hanno assistito in silenzio. Il passaggio più critico, viale Mazzini (notoriamente il “salotto buono” di Vignola, ma anche molto frequentato da cittadini stranieri), è stato superato senza contestazioni e incidenti.

Poi l’arrivo in piazza Braglia per i comizi. Il primo a prendere la parola è stato il vicesindaco di Vignola, Simone Pelloni, che già a inizio corteo aveva detto: «Quando capitano episodi di questo tipo c’è bisogno anche di repressione», poi durante l’intervento ha aggiunto: «Il governo Renzi ci ha tagliato un milione di euro di trasferimenti, proprio mentre ci viene chiesta maggiore sicurezza. Credo che, come territorio, dobbiamo tutti chiedere maggiori effettivi per le forze dell’ordine. A differenza di altri territori, qui a Vignola manca anche un presidio della Polizia di Stato».
Alan Fabbri, capogruppo in Regione della Lega Nord, ha bollato come “atti legati all’estremismo islamico” quanto successo il 5 gennaio e ha detto: «È qualcosa di indegno quanto accaduto che deve essere condannato al 100%. Mi fanno ancora più schifo quegli esponenti che parlano di una ragazzata: che vadano a a quel paese! Se non cominciamo a dire che la battaglia che stiamo facendo fonda la sua origine nell’Islam commettiamo un grosso errore».
Andrea Crippa dei giovani della Lega Nord ha dichiarato: «O si è rispettosi delle nostre tradizioni o tornino a casa loro!».

A Vignola sfila la rabbia leghista


Gianluca Vinci, segretario nazione Emilia della Lega, è intervenuto ricordando l’impegno della Lega Nord nella difesa delle radici cristiane dell’Italia e contro la “teoria gender”. L’ultima parola è spettata a Roberto Marcato, assessore della Regione Veneto, che si è chiesto innanzitutto cosa sarebbe accaduto se 4 o 5 militanti leghisti avessero circondato dei musulmani, e poi ha chiuso dicendo: «Schiena dritta, non un passo indietro!».
Tra il pubblico, oltre a leghisti provenienti da tutta l’Emilia e anche da fuori regione, pure esponenti del Partito Democratico e curiosi.