Tar: «Abbattete tutto il garage Ferrari di Modena»

I giudici del tribunale di Bologna: «Il Comune di Modena non può sanare con una sanzione. Non ha eseguito? Ci penserà il Provveditore delle Opere pubbliche»

MODENA. Basta con le scuse, il Garage Ferrari va abbattuto subito. E siccome non lo fa il Comune, come dovrebbe fare dal maggio 2013, ci penserà un “commissario ad acta”: il Provveditore per le Opere Pubbliche di Bologna. Avrà 60 giorni per un piano e poi raderà al suolo tutto l’edificio. Perché non basta certo una “multa” del Comune a sanare l’abuso.

Questo, in poche parole, è il nucleo della sentenza del Tar di Bologna emessa pochi giorni fa, a solo un mese dall’ultimo ricorso del vicinato del garage di via Trento Trieste, contrario all’opera niente meno che dal 1987. Quasi 30 anni di liti legali finite con la sentenza al Consiglio di Stato che dava loro ragione non sono bastati per eseguire l’ordine dell’autorità giudiziaria. Ed è quello che rimarcano i giudici amministrativi di Bologna.

La sentenza snocciola con durezza una serie di argomenti. Primo il Comune di Modena era ed è tuttora «tenuto ad adottare tutte le misure necessarie all’effettivo ripristino dello stato dei luoghi anteriore alla realizzazione» del Garage Ferrari in via Trento Trieste 31, di proprietà della Ba Service (ovvero Piero Ferrari, dato che questi è amministratore unico). Secondo: nonostante l’ordine del Consiglio di Stato dell’ottobre 2014 il Comune ha preso iniziative di fatto dilatorie (180 giorni concessi per un piano demolizione, ampiamente superati) che «non hanno assicurato la corretta esecuzione del giudicato». Terzo: si è discusso a lungo se fosse da abbattere tutto oppure solo per due piani; e se l’abbattimento dei due piani fosse davvero fattibile senza creare danno a ciò che non era abusivo.

Scrivono i giudici: «Parte dell’immobile risulta tuttavia insuscettibile di autonoma rimozione e quindi a potersi sanare a mezzo di sanzione pecuniaria con una soluzione oltretutto dichiarata coerente dal Comune con l’interesse pubblico alla conservazione dell’area parcheggi utile alle esigenze della zona e al tempo stesso considerata rispettosa degli interessi privati coinvolti». Il riferimento , in questo caso, è a un’ordinanza del Dirigente del Settore pianificazione territoriale del Comune che nel settembre scorso aveva dichiarato indemolibile ciò che andava oltre la formula “6mc/mq” e quindi avanzava la sanzione pecuniaria riparatrice di 1.897mila euro alla quale si aggiungevano 463mila euro di oneri.

Quindi, la società di Piero Ferrari avrebbe potuto salvare il Garage Ferrari pagando 2,3 milioni circa. Ma non l’ha fatto. Tutto questo, secondo il Comune, era possibile in nome dell’esigenza di parcheggi in zona sottolineata già nel 1994, al momento della concessione alla Ba Service, e in nome della tutela dei suoi interessi privati .

Ma i giudici di Bologna rilevano che per il Garage Ferrari «ormai è abusivo l’intero fabbricato in quanto a suo tempo realizzato in forza della concessione edilizia poi “in toto” annullata, non essendo peraltro neppure sopraggiunta la possibile sanatoria della porzione del manufatto rientrante nei limiti volumetrici ammessi». A tutto questo si aggiunge, scrive il Tar, la regola secondo la quale l’opera è totalmente abusiva se non si può distinguere tra parti conformni e non conformi».

Arriva poi una sgridata al Comune: «L’amministrazione non può far derivare la decisione di rinunciare all’abbattimento delle opere abusive da considerazioni che attengono ad altri profili di salvaguardia della posizione del privato non codificati da norme» né alla pubblica utilità dei parcheggi in zona. «Anche perché - aggiungono - si porrebbe in contrasto con il principio della separazione dei poteri ponendo nel nulla una sentenza passata in giudicato e invadendo in tal modo il campo riservato all’autorità giudiziaria».

Per questi motivi i giudici di Bologna ordinano «che si provveda all’esecuzione della sentenza, rimasta tuttora inottemperata, attraverso la nomina di un commissario ad acta». Questi è già stato individuato: è il Provveditore per le Opere pubbliche a Bologna. In sei mesi (quindi entro maggio) il commissario ad acta «dovrà provvedere a quanto necessario per la demolizione dell’intero garage Multipiano Ferrari». E pagherà tutte le spese giudiziarie? Il Comune...

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