Etica e confini della vita militare

Dall’Odissea al Vietnam il difficile rispetto dei civili nei conflitti

Gli eroi omerici e i soldati della guerra civile negli Stati Uniti, gli ufficiali tedeschi della seconda guerra mondiale che per regolamento avevano diritto di rifiutare un ordine chiaramente in contrasto all’umanità e alla morale, il cupo comandante Kurz di Apocalypse Now.

Legando insieme i casi esemplari tra epica, storia e cronaca in tremila anni di combattimenti, la scrittrice Ben Pastor ha affascinato i cadetti dell’Accademia Militare nella sua conferenza di ieri su “Etica e onore militare”. Autrice di successo negli States con romanzi che si svolgono nell’ambiente militare, Ben Pastor si è trovata a suo agio tra gli allievi ufficiali, visto che per anni ha insegnato Scienze Sociali presso le università dell’Ohio, dell’Illinois e del Vermont. Le decine di racconti pubblicati, i brevi saggi e la dozzina di libri, molti dei quali tradotti anche in italiano, le hanno permesso di avvicinare il grande pubblico per spiegare i dilemmi di chi si trova non solo in guerra ma anche di fronte alle contraddizioni di regole militari e di trattati internazionali sul rispetto dei civili, che vengono ignorate.

Nell’incontro di ieri ha fatto il percorso inverso, raccontando ai giovanissimi in divisa, uomini e donne, gli esempi del contrasto che la realtà delle zone d’operazione impone a chi porta una divisa. «Non è una contraddizione parlare di etica in un ambiente bellico - ha sottolineato - Etica è tutto ciò che riguarda quel sistema di regole a cui ci si attiene in maniera esplicita, anche sotto le armi». Il suo modello di soldato è l’eroe di alcuni dei suoi romanzi, l’investigatore-soldato Martin Bora, ispirato alla figura del colonnello von Stauffemberg, protagonista del fallito attentato a Hitler nel 1944.

Ad ascoltarla in prima fila il generale comandante Salvatore Camporeale e il generale Giorgio Battisti, comandante delle scuole militari dell’esercito. «Truppe Usa e italiane oggi si trovano sulla linea del fuoco in molti Paesi - ha concluso la Pastor - Poichè ho la doppia cittadinanza questi sono i miei soldati e spero che facciano, di giorno in giorno, sempre le scelte giuste».

Saverio Cioce