Gli anni d’oro del “Paradisino” a Modena

Amarcord. Le gite, il catechismo, l’ultimo incontro di don Marino coi suoi ragazzi: la storia del Paradisino, l'Associazione Studenti Medi San Giovanni Bosco di Modena

MODENA. Nel 1932 fu fondata a Modena l'Associazione Studenti Medi San Giovanni Bosco con sede in Corso Cavour 52. La sede comprendeva anche la chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta “Il Paradisino”, sicché l'associazione è sempre stata conosciuta come “Il Paradisino”. Don Marino Bergonzini, nato a San Vito di Spilamberto nel 1907, ne fu assistente dal 1933 al 1953. L'associazione faceva parte dell'Azione Cattolica Italiana e si proponeva di dare ai giovani delle scuole medie e superiori una formazione religiosa, sociale e culturale. Molti associati del Paradisino proseguivano poi gli studi universitari iscrivendosi quindi alla FUCI, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana di cui, per un certo periodo, fu assistente nazionale il futuro Papa Paolo VI e don Camillo Pezzuoli, uno dei primi associati del Paradisino.

Tra questi troviamo molti modenesi che poi hanno avuto ruoli importanti nella sfera cittadina o nazionale: Ermanno Gorrieri, partigiano, parlamentare, Ministro del Lavoro; Luigi Paganelli, partigiano, docente di lettere e dirigente della Democrazia Cristiana; Don Camillo Pezzuoli, per molti anni rettore del Collegio San Carlo; Guido Vannucchi uno dei padri delle telecomunicazioni italiane e suo fratello Luigi, attore di cinema e di teatro nella compagnia di Strehler; docenti universitari come Giuseppe Pezzuoli, Emanuele Trogu, Pier Paolo Abbati Marescotti, Giuseppe Torelli, Paolo Bosi, Alberto Bregoli, Giorgio Velluti, Franco Squadrini; professionisti come Guglielmo della Fontana, Giorgio Saltini, Antonio Guidelli, Lodovico Poggi, Franco Totaro, Giancarlo Guidi; il magistrato Enrico Poggi... È praticamente impossibile citarli tutti.

Il ritmo di vita dell'associazione era assai preciso: nel pomeriggio ci si trovava per attività formative e per giocare insieme. Famose erano le scatenate partite al cosiddetto “rugby leggero”, una specie di pallamano giocato con una palla molto leggera che scoppiava spesso. Verso la fine del pomeriggio si recitava il Rosario poi, soprattutto i più grandi, accompagnavano Don Marino alla sua abitazione di Via Vignolese. Capitava quindi di vedere la tonaca nera (e larga) di Don Marino seguita da una schiera di giovani che si assottigliava quando un associato era prossimo alla sua casa.

La domenica Don Marino celebrava la Messa nella chiesa del Paradisino alle nove. Enrico Casarini era il Kapelmeister all'armonium. Tra Natale e capodanno gli associati offrivano la recita di una commedia alle proprie famiglie. Luigi Vannucchi cominciò qui la sua carriera di attore. Nel mese di maggio, dopo gli esami di catechismo, si partiva per una gita di due giorni. I primi venti giorni di agosto si trascorrevano a Fiumalbo a “Casa Santi”, probabilmente di proprietà della Curia modenese. Ogni giorno era programmata una gita nelle montagne c. ircostanti, giochi di squadra come “L'alce rossa” o partite di calcio.

Non vi è dubbio che Don Marino abbia rappresentato molto nella formazione di tutti quei giovani che hanno avuto la fortuna di seguirlo per diversi anni. La vita stessa dell'associazione era strutturata in modo da offrire ai giovani un percorso di studio sui valori religiosi, morali ed etici sui quali basare la futura vita di adulti. Dopo l'8 settembre 1943, don Marino incoraggiò alcuni giovani ventenni, ancora legati a lui dopo l'esperienza del Paradisino, a raggiungere i partigiani in montagna. Tra questi Ermanno Gorrieri, Luigi Paganelli e Franco Busani ai quali si unirà un altro modenese, Don Elio Monari poi ucciso dai tedeschi come Franco Busani.

Si può dire con certezza che il Paradisino è stato un centro formativo importante nella società modenese. Nel 1953 Don Marino fu nominato vescovo ausiliare di Modena. Nel 1957 lasciò definitivamente Modena e divenne vescovo di Volterra, poi di Faenza dove si spense nel gennaio 1987. Fu padre conciliare assieme a suo nipote modenese Don Abele Conigli vescovo di San Sepolcro. Il Paradisino continuò fino agli anni Ottanta sotto la guida di Don Eligio Venturelli, scomparso di recente.

Gli associati del Paradisino sono sempre stati legati da un rapporto particolare, un po' come chi ha frequentato certi college esclusivi inglesi o le Grandes écoles francesi. Ancora oggi molti di loro mantengono contatti e si ritrovano, anche se vivono lontano da Modena.

Il 13 aprile 1986 si organizzò al collegio San Carlo un raduno degli associati del Paradisino dagli anni Trenta agli anni Sessanta al quale moltissimi aderirono. Don Marino era imbarazzato e chiedeva se poteva ancora dare del “tu” quegli associati che aveva visto in calzoni corti e che ora ritrovava maturi padri di famiglia e professionisti affermati. Don Marino celebrò una Messa e fece un'indimenticabile omelia: “Siate uomini liberi, disse, liberi nella verità interiore perché questa rende veramente liberi”. Nove mesi dopo se ne andò col ricordo dei suoi “ragazzi” che aveva sempre avuti presenti nella mente e nel cuore.